Addio a Pallini, il medico che creò il 118

Stroncato da una malattia a 68 anni, fu tra i primi a intervenire dopo il terremoto dell’Aquila. I colleghi: «Grave perdita»
ATRI. L’impegno è una cosa difficile. È coraggio, tenacia, passione, fatica. Non dura un giorno, non si esaurisce in un gesto. È in ogni giorno che viene e negli altri che arriveranno. Gaetano Pallini era tutto questo. Se n’è andato a 68 anni, stroncato da una malattia, dopo una vita dedicata ai soccorsi, alle emergenze. Medico rianimatore, con alle spalle anni di prima linea nei pronto soccorso di Atri (la sua città) e Teramo, è stato uno dei fondatori del 118 in Abruzzo, per anni dirigente del servizio al Mazzini. Fu uno dei primi ad arrivare dopo il terremoto dell’Aquila, uno dei primi a raggiungere Amatrice e Arquata del Tronto, di recente l’Albania. Laddove c’era l’emergenza c’era lui. Anche dopo la pensione. «Perché un medico è medico sempre» ti diceva. Fino all’ultimo. Con lo scoppio della pandemia Covid la Asl teramana lo aveva chiamato e lui, come sempre, non si era tirato indietro. In prima linea all’ospedale di Atri.
Racconta Paola Angelini, per anni medico del 118 sotto la sua guida: «Grande uomo, grande medico. Persona saggia, integra, pulita, che ha sempre fatto gioco di squadra. Per lui il personale era sacro, il gioco di squadra veniva sempre prima di tutto. Il 118 in Abruzzo, a Teramo, l’ha creato lui. La notte del terremoto dell’Aquila fu uno dei primi ad arrivare dopo aver organizzato un gruppo di soccorso con 12 ambulanze partite da Teramo. In poco tempo organizzò il punto d’incontro a Villa Vomano per poi raggiungere la città devastata appena un’ora dopo la tragedia. Non si fermava mai consapevole fino in fondo della necessità di intervenire immediatamente». Al suo fianco, per anni, Sergio D’Ascenzo, storico infermiere del 118, con lui fin dall’inizio della creazione del servizio di emergenza. «Una fiducia totale nell’altro da parte di entrambi pur nella profonda diversità», dice, «ci eravamo conosciuti da giovanissimi ad Atri quando io frequentavo la scuola infermieristica e lui iniziava a fare il medico al pronto soccorso. Un percorso comune, la creazione del servizio di emergenza grazie alla sua intuizione. Perché era un uomo che sapeva guardare oltre». Alla creazione del 118 aveva dedicato la vita ed è stato tra i soci fondatori delle società italiane del 118. Silvio Santicchia, responsabile del 118 a Teramo, ricorda: «Gaetano era il 118 in Abruzzo e in Italia. Ha inventato un sistema avanzatissimo che oggi grazie a lui noi tutti ci ritroviamo. Di lui ricorderò per sempre la sua grande disponibilità perché era sempre presente». Dice il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia: «È una grande perdita perché Gaetano Pallini poteva dare ancora tanto alla sanità teramana. Di recente, con l’emergenza Covid, l’avevo chiamato e lui ha subito dato la sua disponibilità per supportare la struttura Covid di Atri». Cordoglio da parte del sindaco di Pineto Robert Verrocchio e di quello di Atri Piergiorgio Ferretti. I funerali si svolgeranno in forma privata, così come voluto dal medico per evitare assembramenti in questo momento.
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