Addio a Rosa, padre del liceo artistico

Oggi i funerali dell’ex preside scomparso a 87 anni con una lunga esperienza come curatore di mostre e critico d’arte
TERAMO. La cultura e la scuola teramane hanno perso uno dei suoi grandi protagonisti, lo storico e critico d’arte Nerio Rosa, per 27 anni preside del liceo artistico di Teramo, di cui fu fondatore nel 1969. Il professore è morto ieri all’alba, pochi giorni dopo aver compiuto 87 anni. Lascia la moglie Irene de Albentiis, sposata nel 1963, e i figli Alessandro e Maurizio. Funerali oggi alle 15 nel santuario della Madonna delle Grazie.
E ra nato a Teramo il 10 maggio 1932. Il suo percorso professionale, che lo ha visto fine curatore di mostre, cataloghi, calendari, acuto saggista, profondo critico e storico dell’arte, è soprattutto legato alla storia della sua creatura, il liceo artistico teramano. La sua carriera di didatta iniziò a metà anni Cinquanta all’Accademia di Bologna, dove Nerio Rosa insegnò per quattro anni storia dell’arte e interpretazione dell’antico, prima di passare nel 1961 al liceo artistico di Pescara. A Bologna – come ricorda Pasqualino Ricci, dal 1970 al 1993 segretario del liceo artistico teramano – Rosa entrò in contatto con i grandi dell’arte e della critica, dal pittore Giorgio Morandi allo storico Ferdinando Bologna. L’amicizia con Morandi durò dieci anni, fino alla morte del maestro nel 1964. Fu il pittore bolognese a convincere Rosa, che aveva lasciato Medicina per Lettere, a dedicarsi all’insegnamento di storia dell’arte. Nel novembre 1969 il ministero della Pubblica Istruzione, su impulso del senatore abruzzese Vincenzo Bellisario, decise di aprire un liceo artistico a Teramo, un anno dopo l’istituzione dell’Istituto d’arte a Castelli. Rosa fu chiamato a guidare la nascita della nuova scuola. Che all’inizio aveva due aule dentro palazzo Cerulli-Irelli, in corso San Giorgio, di fronte alla Standa. Preside dal dicembre 1969 al 1996, Rosa fece crescere il nuovo liceo, che nel frattempo si spostava in sedi migliori (dall’ex seminario all’attuale sede di via Diaz), dandogli subito un’impronta d’avanguardia. «Una persona eccezionale, dal lato umano e professionale, di grande caratura culturale», sottolinea Ricci, «Rosa ha fatto del liceo artistico di Teramo una scuola avanti dieci anni sulle altre, aperta a tutte le componenti sociali e con un corpo insegnante eccezionale. Istituì lezioni pomeridiane aggiuntive per chi volesse imparare disegno e pittura. Inoltre i professori tenevano lezioni anche in estate per chi aveva bisogno di ripetizioni». Dagli anni Settanta il preside Rosa chiamò a insegnare nella sua scuola importanti artisti e architetti, riuscendo a strapparli ad altri istituti: Guido Montauti, al quale il liceo è intitolato dal 2011, Sandro Melarangelo, Fausto Cheng, Silvestro Cutuli, Giuseppe Fiducia, Piero De Angelis, Paola Stirpe, Piero Ferretti e tanti altri nomi. Inoltre ospitò firme di primissimo piano come l’artista Giovanni Melarangelo e lo studioso di estetica Vittorio Stella. «Nel 1972 insegnavo all’istituto di Castelli. Rosa mi disse: “Che fai lì, vieni giù», ricorda Cheng, pittore, scultore, incisore, «È stato un innovatore. Anche nel metodo di studio, interdisciplinare. Ha aperto la scuola al territorio. Ha portato dentro il liceo artistico giovani insegnanti e protagonisti dell’arte. Negli anni Settanta in provincia era una rivoluzione. Era un uomo molto pungente e diretto. Come critico ha fatto interventi interessanti e profondi». Negli ultimi tempi Rosa aveva aperto un profilo Facebook, dove ora molti lo ricordano. E qui l’artista Marco Pace, il più giovane di quei docenti, scrive: «Lei sarà presente in un “minareto” ideale dei grandi uomini di questa nostra amata città».
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