Addio a Rossi, imprenditore del mobile

Roseto, è scomparso a 79 anni per un malore in casa. Ha gestito l’azienda di famiglia a Scerne con 200 collaboratori
ROSETO. Una vita dedicata alla sua azienda, la Intermobili di Scerne, fondata da suo padre Attilio, ma anche alle passioni per montagna, funghi e pesca che ha coltivato fino all’ultimo. Francesco Rossi, imprenditore nel settore del mobile, è morto a 79 anni a causa di un malore che l’ha colpito nella sua casa di Roseto. È stata la moglie Gina a trovarlo accasciato su un poltrona, mentre si stava preparando per andare a vedere il Roseto Basket. Rossi ha portato avanti per anni la Intermobili, dando lavoro a tanti rosetani, pinetesi e residenti nei comuni limitrofi. Ha fatto conoscere l’azienda in Italia e all’estero e ha fondato poi altre ditte, sempre legate al settore del legno e degli arredi, arrivando a condividere la sua attività con oltre 200 collaboratori. «Ha dato tanto al territorio e non è stato mai abbandonato da quasi tutti i collaboratori, che ancora oggi lo incontravano», precisano i figli Attilio, Marco e Paolo, «ottenendo anche diverse onorificenze per il suo lavoro». Amante della natura, fino a poche settimane fa ha coltivato le sue passioni, dalla ricerca di funghi alla pesca, con gli amici che ha frequentato fin da giovane. «Nell’ultimo periodo ha collaborato e mantenuto rapporti con i monaci benedettini e ha intrapreso anche viaggi verso in Africa», continuano i tre figli, «dove aveva avviato anche la costruzione di chiese in legno locale. Lo ricordano tutti con affetto, e per il suo modo di intendere la vita e la sua dedizione al lavoro». Rossi, oltre ai tre figli, lascia la moglie Gina. Nella camera ardente “Antonio Ruggieri” di Voltarrosto, ieri, è stato un continuo via vai di amici e conoscenti. I funerali di Rossi si terranno oggi alle 11,30 nella chiesa di Santa Maria Assunta di Roseto. (l.v.)

