Addio al baritono Maurini Un talento dimenticato

Il cantante teramano morto a 84 anni è stato famoso soprattutto in Sudamerica Si è ritirato dalle scene nell’86. Della sua produzione restano oggi quattro dischi
TERAMO. Si sono svolti ieri nella chiesa della Madonna delle Grazie i funerali del baritono teramano Armando Maurini, artista dimenticato dalla propria città ma di livello internazionale, che è scomparso a 84 anni. Le esequie sono state accompagnate musicalmente da Francesco Pincelli, allievo di canto del maestro Maurini.
«Con lui viene a mancare una delle voci più autenticamente belle e pulite della nostra musica classica e concertistica, quantunque non adeguatamente conosciuta dal pubblico italiano», dice il poeta teramano Giovanni Di Girolamo, che ricorda: «Maurini era famoso nel mondo, soprattutto nell'America del Sud, dove a cavallo degli anni 1960-70 tenne centinaia di concerti operistici e brani del repertorio canzonettistico italiano e napoletano, calcando i teatri di Caracas, Maracaibo, Buenos Aires, Bogotà, Brasilia, Rio de Janeiro, Rosario, Salvador, ecc. Ma si esibì anche in palcoscenici italiani ed europei. Il tenore Giuseppe Di Stefano, del quale Armando divenne sincero amico, lo volle con sé in alcuni concerti e come interprete di personaggi di note opere classiche, come "Il trovatore" e il "Rigoletto" di Verdi, la "Lucia di Lammermoor" di Donizetti, ed altre ancora».
Maurini si ritirò dalle scene nel 1986, «tenendo a Teramo», ricorda ancora Di Girolamo, «un memorabile concerto d'addio, al quale parteciparono noti cantanti lirici abruzzesi. Della sua produzione canora sono stati incisi quattro cd, che riportano le sue più significative interpretazioni di opere classiche. Successivamente egli si è esibito in pubblico solo saltuariamente, per lo più interpretando brani musicali di nostri poeti e parolieri teramani».
Armando Maurini lascia la moglie Annamaria e i figli.(d.v.)
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