Addio al custode delle tradizioni rurali

Liberato Coccagna si è spento a 72 anni, ha creato e arricchito il museo etnografico che racconta la storia contadina
TERAMO . Se ne è andato a 72 anni Liberato Coccagna, ex dipendente del convitto Delfico di Teramo che ha dedicato buona parte della sua vita alla raccolta e conservazione di oggetti antichissimi legati alla vita e alle tradizioni aprutine. Il suo nome resta legato al museo etnografico che ha creato, gestito e arricchito a Villa Pavone, in un edificio dove è riuscito ad allestire un viaggio nel tempo in un Abruzzo che non c’è più: attrezzi del mondo agricolo e artigiano, utensili domestici, oggettistica sacra, libri, quaderni e pagelle scolastiche del secolo scorso.
Un patrimonio che Coccagna ha cercato di valorizzare appellandosi ripetutamente alle istituzioni affinché prendessero contezza della valenza del museo. Anna Rita Severini, scrittrice e ricercatrice pescarese, lo ricorda così: «Un caro amico, un collezionista appassionato e curioso, il creatore di un piccolo grande museo etnografico mai abbastanza valorizzato, perché si sa che il percorso di tante esperienze come la sua è davvero difficile nel nostro Paese e nella nostra regione. Il Museo delle tradizioni popolari creato a Villa Pavone nel 1990 è stato oggetto di sua cura costante e di vera dedizione. Ne ho scritto in più di un’occasione nell’ambito di monografie e censimenti di settore, ci siamo incontrati in questi anni e regolarmente Liberato mi ha chiamato per aggiornarmi su nuovi acquisti o su qualche contatto utile ai fini di un destino migliore e più stabile per la sua creatura. È anche su persone come lui che si è retta la grande stagione della museografia etnografica locale italiana. Non dimenticherò il suo carattere rude, il suo entusiasmo, la sua generosità». Ieri pomeriggio nella chiesa di Cartecchio sono stati celebrati i funerali. Coccagna lascia la moglie e due figlie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

