Addio al sindaco Richi, arriva Tarricone

Tortoreto, quattro dissidenti e i cinque consiglieri di opposizione si sono dimessi causando lo scioglimento del consiglio
TORTORETO. Alla fine, a far cadere l'amministrazione comunale di Tortoreto sono stati i membri dell'opposizione e quattro dei sei dissidenti. Già nominato anche il commissario: è il viceprefetto Francesco Tarricone. Il piano dell'ormai ex sindaco Alessandra Richi di rimandare le sue dimissioni di qualche giorno, per dare al consiglio comunale un'ultima opportunità di approvare il bilancio, è infatti, naufragato nella serata di mercoledì.
Alle 22.30, nove consiglieri comunali su 17 hanno rassegnato le proprie dimissioni, determinando lo scioglimento dell'assise civica e quindi anche la caduta della giunta e del sindaco stesso. Tra i nove dimissionari, i quattro consiglieri di maggioranza dissidenti del gruppo Impegno Civico: Federico Di Lorenzo e gli ex assessori Rosita Di Mizio, Renato Chicchirichì e Rosella Di Pancrazio. Rientrati tra i ranghi dei fedeli al sindaco già nei giorni precedenti, invece, Liliana Piacentini e Fabrizio Di Febo. Dimessi anche tutti i quattro membri dell'opposizione del gruppo Tortoreto nel Cuore guidato da Flaminio Lombi ed il consigliere del Movimento 5 Stelle Claudia Greccioli. L'ex primo cittadino commenterà la vicenda in una conferenza fissata per la tarda mattinata di oggi.
Nel frattempo, però, il prefetto Valter Crudo ha già avviato le pratiche per lo scioglimento dell'amministrazione, nominando il viceprefetto napoletano Francesco Tarricone come nuova guida provvisoria della città. A lui tutti i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale fino alle prossime elezioni amministrative. Il commissario, che compirà scelte tecniche e non politiche, si ritroverà immediatamente impegnato con il bilancio di previsione 2016 e quindi anche di tutti i capitoli importanti per la gestione della stagione turistica, dal calendario degli eventi al salvamento in mare.
Proprio per la sua influenza sull'offerta turistica estiva, lo strumento economico è divenuto nelle ultime settimane il centro del dibattito politico e mercoledì sera sarebbe dovuto passare per il voto del consiglio comunale. Ma la riunione è stata annullata poche ore prima, ufficialmente per motivi tecnici, e rimandata al 31 maggio, così come il sindaco ha rimandato a quella data la conferma delle dimissioni presentate il 30 aprile. La mossa a sorpresa non è piaciuta ad opposizione e dissidenti, che hanno deciso di mettere la parola fine all'amministrazione dopo solo due anni di mandato, dopo aver passato lo scoglio dell'adozione del nuovo piano regolatore e dopo poco meno di due mesi di crisi di maggioranza. La guerra interna alla maggioranza, infatti, è cominciata ufficialmente il 22 marzo, quando i sei dissidenti hanno disertato un consiglio comunale su servizi cimiteriali e regolamento sull'intrattenimento musicale. Questo ha spinto la Richi a revocare due assessorati, provocando poi la restituzione anche di tutte le altre deleghe in mano ai dissidenti. Da lì un duro muro contro muro, con i dissidenti che hanno accusato il sindaco anche di metodi antidemocratici, chiedendo l'azzeramento della giunta per andare avanti. Al diniego del primo cittadino è seguito l'inasprirsi dei rapporti, definitivamente compromessi con la bocciatura del bilancio consuntivo 2015 nel consiglio comunale di lunedì.
Luca Tomassoni
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