Addio Gualandi, partono le ultime suore

Domani le quattro religiose si trasferiscono a Roma, saranno sostituite da indiane. Via anche le sordomute assistite
GIULIANOVA. Domani, con la partenza per la Capitale delle ultime quattro suore, si chiude definitivamente la parentesi legata alla presenza della “Fondazione Gualandi” in città. A testimonianza rimarrà solo il maestoso edificio di via Gramsci con all’ingresso la statua di Gesù che, con la sua saliva, ridona l’udito a un bambino. L’istituto, insediatosi sul territorio giuliese oltre un secolo addietro, ha rappresentato per lungo tempo un pezzo di storia di Giulianova.
Le ultime religiose dell’ordine “Suore della Piccola Missione per sordomuti” si trasferiranno a Roma nella nuova casa di accoglienza in via Atteone nella zona di Torre Angela. Il trasferimento è stato curato dalla responsabile del presidio, suor Angela Cirillo, che oltre alle altre tre suore, porterà con sé le ultime otto ospiti ancora presenti nella struttura di via Gramsci. La stessa suor Angela afferma: «Dopo tanti anni, lasciare Giulianova, per me sarà un duro colpo. In questa città, dove ho lavorato conosciuto persone e tradizioni, lascerò il mio cuore. Sto andando a trovare per un saluto amiche e amici che ho avuto modo di conoscere durante il lungo periodo passato qui, e ogni volta, ad ogni arrivederci mi commuovo. Questo per dire il mio attaccamento a Giulianova». Suor Angela può essere rappresentata come una icona all’interno del suo ordine religioso tenuto conto che è entrata in convento all’età di 11 anni e sempre al servizio dei più deboli. Nella parte dell’edificio di via Gramsci, fino a domani occupato dalle suore per sordomute, prenderanno posto delle religiose di origini indiane, attualmente impegnate a Roma, che saranno di supporto alle attività della Piccola Opera Charitas.
Il tutto sarebbe stato seguito dal vescovo Lorenzo Leuzzi sempre molto vicino all’organizzazione presieduta da Mimmo Rega. L’istituzione, con radici bolognesi in relazione all’origine della famiglia Gualandi, fu avviata a Giulianova nel 1903 da madre Orsola Mezzini occupando in un primo momento il villino D’Alessandro e poi il palazzo Scimitarra. Quando il maestoso edificio Gualandi ospitava centinaia di ragazzi e ragazze sordomuti provenienti dal Centro-Sud Italia, tante erano le attività che venivano svolte. La frequentatissima sezione maschile era all’avanguardia per la scuola dei mestieri, dalla sartoria, alla lavorazione di pellami, a tappezzeria, falegnameria e legatoria. Il Gualandi per decenni è stato il punto di riferimento per lo studio delle patologie riconducibili alla sordità e al mutismo. Con il trascorrere del tempo, vuoi anche per i passi da gigante compiuti dalla medicina, l’attività del polo giuliese si è sempre più assottigliata fino a giungere alla chiusura, già da anni, della sezione maschile e oggi di quella femminile. Fu proprio dopo la fine dell’attività principale che l’Università di Teramo trasferì all’interno del grande immobile un corso di laurea che ebbe però vita breve. Di quell’esperienza sono rimasti, oltre al ricordo, un’insegna sbiadita ed un grosso debito che la Fondazione Gualandi rivendica nei confronti del Comune di Giulianova per mancato pagamento del canone di locazione. Si parla di oltre 500 mila euro più o meno.
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