«Addio Sergio, uomo giusto e corretto»

Le città di Teramo e Giulianova unite nell’ultimo saluto all’avvocato Valente. Il vescovo: «Ringrazio Dio di averti conosciuto»
TERAMO. «Sergio Valente è stato il primo teramano che ho incontrato. A Roma, nel 2017, al concerto del Braga alla Camera dei deputati. Ringrazio il Signore di averlo conosciuto». Ha iniziato così l’omelia, basata sul Libro del profeta Geremia e sul Vangelo secondo Giovanni, il vescovo Lorenzo Leuzzi, che ieri pomeriggio in cattedrale ha celebrato le esequie dell’avvocato teramano Sergio Quirino Valente, morto giovedì a 67 anni per una leucemia fulminante. Tante persone nel duomo, nei limiti consentiti dal distanziamento, e tante fuori in piazza per l’ultimo saluto a un galantuomo che ha saputo primeggiare, sempre conservando il garbo innato, in molti campi, dall’avvocatura allo sport alla musica. Alla moglie di Sergio, Amalia Ruscitti, si sono stretti i nipoti Francesco e Stefano, figli della sorella Marina Valente e Riccardo Franchi, avvocati nello studio legale dello zio, sulla cui bara hanno poggiato una toga. Con i familiari hanno partecipato al funerale esponenti della politica e dei mondi attraversati con successo da Sergio Quirino Valente: i sindaci di Teramo e Giulianova, Gianguido D’Alberto e Jwan Costantini, insieme ad alcuni amministratori, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, il giurista Vincenzo Cerulli Irelli, il rettore di UniTe Dino Mastrocola, la presidente della Camera di commercio Gran Sasso Antonella Ballone, il pilota Gabriele Tarquini (Valente ne aveva seguito la carriera), i giornalisti Rai Gianfranco Mazzoni e Gianni Gaspari, l’imprenditore Antonio Oliveri (che ebbe Valente al fianco nel Pescara calcio), il presidente del Roseto Basket Ernesto Ciafardoni, i musicisti Tatiana Vratonijc e Federico Paci, direttrice e vice direttore del conservatorio Braga, risanato e rilanciato dalla presidenza 2015-18 di Valente, la presidente della Società della musica e del teatro Primo Riccitelli Alessandra Striglioni ne’ Tori, la presidente della Cpo Tania Bonnici Castelli.
Presente una larga rappresentanza del Foro teramano, con Antonio Lessiani, presidente dell’Ordine degli avvocati, e Gianni Gebbia, che hanno preso la parola per ricordare il collega e amico. Uno stendardo del circolo nautico Migliori di Giulianova per ricordare il suo presidente, velista provetto e pluridecorato.
La funzione, accompagnata dalle note d’organo del maestro Roberto Marini e dalla voce del mezzosoprano Alba Riccioni (Panis Angelicus di Franck e Ave Maria di Schubert), è stata celebrata da monsignor Leuzzi con don Luca, giovane parroco della chiesa di San Pietro a Giulianova, dove oggi alle 18 si terrà una messa in suffragio.
Sergio Valente, infatti, era «un meticcio, un po’ teramano un po’ giuliese», ha ricordato l’avvocato Gebbia, che ha aggiunto commosso: «Con te scompare uno dei pilastri dell’avvocatura abruzzese, conoscitore come pochi della materia del diritto sportivo (Valente ha fatto parte di vari organi della Federcalcio, ndc)». L’avvocato Lessiani ha ricordato di Sergio Valente passione, impegno, applicazione e rigore, la «massima correttezza verso i colleghi e il senso di giustizia verso i clienti, la toga vestita non come ornamento ma come cilicio che ti fa caricare delle angosce dei clienti», il senso profondo della professione respirato nelle famiglie Valente e Franchi, «di cui continuava la tradizione dell’avvocatura, come la cugina Simona e i nipoti Stefano e Francesco». Ha rattristato due città la scomparsa prematura di Sergio Quirino Valente, ma la morte, ha detto il vescovo, «non è l’ultima parola della nostra vita, il nostro fratello Sergio vive per sempre», e citando dalle Letture la sollecitazione di Nicodemo a conoscere prima di giudicare ha aggiunto: «Pensando a Sergio, è questo l’impegno che lui ci lascia».
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