«Adesso bisogna nominare 14 primari»

Fagnano, riconfermato dalla Regione alla guida della Asl, ora deve firmare il contratto: non tornerà prima di una settimana
TERAMO. Roberto Fagnano ce l’ha fatta. E fra tentennamenti i rinvii, mercoledì sera è stato nominato dalla giunta regionale direttore generale della Asl di Teramo per altri tre anni.
Fagnano il giorno dopo la riconferma si affida a commenti laconici. «Sono contento di restare in un periodo fondamentale per la Asl di Teramo. Devono essere nominati 14 primari e anche rapidamente», esordisce.
Sugli obiettivi fissati nel suo contratto dalla Regione, obiettivi da “lacrime e sangue” che prevedono tagli alla spesa farmaceutica e ai beni e servizi, per rimanere nel campo economico, il manager è chiaro: «Il direttore generale è un dipendente della Regione da cui dipende anche funzionalmente. Le scelte fondamentali sono della Regione non del direttore generale. La fissazione degli obiettivi di salute ed economici sarà fatta dalla Regione».
Indubbiamente il compito principale del secondo mandato sarà la realizzazione, o almeno il suo avvio, dell’ospedale nuovo da 600 posti letto. «Sull’ospedale nuovo anche in questo caso», sottolinea Fagnano, «dovrà essere deciso dalla Regione non dalla Asl. Che può solo aiutare la decisione».
Il direttore generale non tornerà immediatamente nell’ufficio al quinto piano dell’edificio di circonvallazione Ragusa. Ora la delibera dovrà essere pubblicata e dopo Roberto Fagnano potrà firmare il contratto che lo lega per tre anni alla Regione. Per tutti questi passaggi sarà necessaria una settimana almeno. Fino ad allora la Asl sarà retta dal direttore amministrativo Maurizio Di Giosia, che sta firmando le delibere più urgenti.
In attesa del ritorno negli uffici di Teramo di Fagnano – che comunque ieri era in città per partecipare a un corso all’università – la giunta regionale di martedì sera ha approvato anche la delibera che è stata oggetto, qualche giorno fa dell’incontro fra l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e i tre teramani, l’assessore regionale Dino Pepe, il capogruppo Pd in Regione Sandro Mariani e il consigliere regionale Luciano Monticelli.
I tre hanno lamentato, facendosi portavoce di un diffuso malcontento in tutta la provincia, il fatto che gli obiettivi tanto stringenti posti nel nuovo contratto del manager avrebbero comportato una diseguaglianza con le altre tre Asl abruzzesi, i cui manager non rinnoveranno i contratti tanto presto, per cui i nuovi obiettivi che prevedono dei risparmi sulla spesa – oltre ad aspetti più prettamente sanitari – diventeranno operativi fra anni.
Allora l’assessore Paolucci ha annunciato che avrebbe fissato dei tetti di spesa molto rigidi anche per le altre tre Asl, si tratta di una diminuzione della spesa farmaceutica del 30% sulle cifre del bilancio precedente. E la delibera è stata approvata martedì sera, contemporaneamente a quella che, in altro modo, pone delle restrizioni alla Asl di Teramo.
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