Adolescenti autistici La Asl aprirà il centro a Sant’Atto

Il direttore generale annuncia l’inaugurazione fra un mese «E’ un edificio inutilizzato: è a norma, manca solo l’asfalto»
TERAMO. La Asl, in occasione della Giornata mondale dell’autismo, risolve la grande, storica lacuna nell’assistenza per questo tipo di malattia. Infatti finora gli adolescenti autistici sono costretti a viaggi quotidiani all’Aquila dove esiste un centro diurno che in provincia di Teramo manca.
Ma se tutto va bene, in capo a un mese il disagio del viaggio sarà solo un ricordo. L’annuncio lo dà il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano. «Vicino all’Iperbarico c’è una struttura nuova di zecca e inutilizzata, che era destinata ad essere poliambulatorio. La struttura è a norma, dobbiamo provvedere solo a fare l’asfalto all’esterno. Penso che sarà necessario un mese per sistemarla». Fagnano in settimana prevede di fare un sopralluogo per dare il via all’operazione. «Mi piacerebbe chiamare anche un rappresentante dei genitori», aggiunge, «penso che sia adeguata ed essendo un pianterreno non ha nemmeno problemi di accessibilità. Il personale per far funzionare la struttura lo troviamo. L’importante è dare una risposta a un bisogno importante, non possiamo solo fare i ragionieri. Non possiamo continuare a non assicurare una parte dell’assistenza ai ragazzi malati di autismo, una patologia in forte aumento, forse anche perchè viene diagnosticata diversamente». Fagnano è stato colpito, un paio di mesi fa, dalla denuncia di un genitore, Dario Verzulli dell’assocazione Autismo Abruzzo che ha segnalato i disagi dei ragazzi costretti ad andare ogni giorno all’Aquila su un pulmino vecchio e insicuro.
Attualmente sono 4 i ragazzi dai 16 ai 20 anni che utilizzano il mezzo di trasporto, per cui i genitori sono chiamati a dare un contributo di 300 euro mensili. La Asl stima che la struttura di Sant’Atto verrà frequentata da una quindicina di adolescenti. Dei bambini fino a 13 anni si occupa l’Anffas nel centro di via Taraschi con trattamenti intensivi che vanno dai 90 ai 120 minuti al giorno, per 5 giorni alla settimana. Un centro che viene autorizzato anno per anno e che dovrebbe avere un accreditamento definitivo dalla Regione. In realtà il progetto aziendale prevede che dai 18 ai 72 mesi l’assistenza venga fornita nel centro di via Taraschi, ma che dai 7 ai 14 anni venga gestita in proprio dalla Asl, in questo modo l’Anffas potrebbe dedicarsi ai bambini fino a 6 anni, aumentando anche il numero (attualmente ne tratta 36). Già attualmente c’è una collaborazione stretta fra Anffas e la Neuropsichiatria infantile che stabilisce gli ingressi al centro e fa un monitoraggio dell’attività.
E ora con il centro diurno di Sant’Atto si coprirà anche l’assistenza agli adolescenti. Il centro avrebbe dovuto aprire a Penna Sant’Andrea, dove esiste una struttura preposta a tale funzione, ma la cui apertura è bloccata per problemi burocratici. Il Comune è infatti in attesa che la struttura venga riconsegnata dalla fondazione che lo gestiva precedentemente. Ma per il momento la Asl ovvierà all’attesa con il centro di Sant’Atto.
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