Adsu, pranzo della Befana con i più deboli

Domenica pasti gratis e distribuzione di regali alla mensa dell’università con l’aiuto degli studenti
TERAMO. L’Adsu torna a festeggiare l’Epifania con i meno fortunati. L’Azienda per il diritto allo studio domenica alle 12.45 ha organizzato un un pranzo di solidarietà nella mensa del campus di Coste Sant’Agostino.
Il pranzo è organizzato dall'Adsu, dall’Università di Teramo e della cooperativa Blue Line che gestisce le mense universitarie di Teramo. Il pranzo, aperto a tutti coloro che vorranno parteciparvi, soprattutto se in situazione di difficoltà, è stato realizzato con il contributo della società di trasporti Tua, che ha messo a disposizione gratuitamente una navetta che partirà alle ore 12 dalla stazione ferroviaria in viale Crispi e alle ore 12,20 da piazza Garibaldi, per consentire a tutti i partecipanti di raggiungere la mensa universitaria.
«Questa iniziativa si colloca sulla scia della “mensa solidale”, iniziativa messa in campo dall’Adsu fino all’estate scorsa», commenta il presidente dell’Adsu Paolo Berardinelli, «tutti i pasti non consumati nella mensa dell’università, adeguatamente conservati, venivano trasferiti in un locale vicino piazza Verdi e distribuiti a che ne aveva bisogno».
La Befana della solidarietà è un’iniziativa organizzata anche l’anno scorso: gli studenti e i docenti distribuiranno pasti e regali a chi parteciperà, si mangerà tutti insieme in un momento di condivisione.
«Sono invitati tutti, persone anziane, indigenti, i migranti, chiunque abbia piacere di stare insieme a noi», aggiunge Berardinelli che, compatibilmente con la prossima scadenza del Cda (in coincidenza con le elezioni regionali), vorrebbe riproporre la “mensa solidale”.
«Vorremmo ridare seguito alla mensa solidale, se il consiglio d’amministrazione continuerà a operare. Nella precedente esperienza l’Adsu teneva aperto il punto di distribuzione pasti due volte a settimana e in media consegnava 40 pasti la giorno. I numeri confermano che c’è un’esigenza in questo senso», commenta il presidente dell’Adsu, «è un modo per andare incontro a una delle esigenze della città, un modo per legare ancora più l’università alla città. Un’occasione di crescita per gli studenti stessi, che partecipano attivamente, donando parte del loro tempo a chi ne ha bisogno». (a.f.)
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