Affreschi del ’600 coperti con l’intonaco

Una mano ignota ha deturpato la facciata della chiesa dei Cappuccini, chiusa dal 2009 per i danni del terremoto
MONTORIO AL VOMANO. Un’ intonacatura bianca e ben rifinita di una parte della parete esterna spicca prepotente tra gli affreschi seicenteschi della facciata della chiesa di Santa Maria della Salute, più nota come la chiesa dei Cappuccini, a Montorio al Vomano. Un vero e proprio scempio dall’autore ignoto, che ha dato vita al "mistero dei Cappuccini" e che scuote da giovedì l’intera comunità montoriese. Nessuno si è accorto di nulla, eppure gli abitanti delle case adiacenti la chiesa quando giovedì sono usciti di casa non hanno potuto non notare il “pugno in un occhio” che ha deturpato la facciata – già provata dai segni del tempo e dagli atti vandalici – di questo edificio chiuso per i danni riportati dal sisma del 2009.
Subito è scattato l’allarme e da due giorni si cerca di trovare i responsabili dello spiacevole episodio. La chiesa dei Cappuccini, così chiamata perché dietro di essa c’era un convento di proprietà comunale che ospitava i frati cappuccini, oggi in totale abbandono, appartiene al Fondo del clero di Roma. Attualmente non risultano lavori in corso che la riguardano. Lo tiene a precisare il parroco di Montorio, don Nicola Iobbi, responsabile della struttura, che con rammarico e stupore ritiene l’episodio «sconvolgente, una triste sorpresa della quale non riesco a capire le intenzioni né la motivazione che ha portato gli autori a compierla». Ignaro anche il Comune di Montorio, al quale non risulta nessuna richiesta di autorizzazione per la realizzazione dei lavori all’edificio e che, nonostante non ne sia proprietario, ha subito dato comunicazione al Fondo del clero e alla Soprintendenza.
Ieri mattina la Soprintendenza unica archeologica, architettonica, storico-artistica dell’Aquila e comuni del cratere ha effettuato un sopralluogo per valutare i danni. Da una prima stima dei tecnici intervenuti l’intonaco è stato valutato come «rimovibile con le adeguate cautele, anche se sovrapposto a un intonaco antico non dipinto. Gli affreschi non dovrebbero essere stati coperti previa verifica se in quella parte di parete possono essere rinvenuti affreschi datati 1600».
Intanto in paese l’episodio è al centro di ogni discussione reale e virtuale. La pubblicazione della foto della parete deturpata sui social network ha scatenato una serie di reazioni di sdegno verso il gesto considerato da qualcuno come atto vandalico, ma da molti come un' azione volontaria e intenzionale, «troppo precisa per essere stata fatta di fretta e da sprovveduti», o come «lavoro su commissione» e un «lavoro fatto a regola», definendo «delinquenti» gli autori. Preoccupato il sindaco di Montorio al Vomano Gianni Di Centa, che ritiene l’episodio «grave e che va a colpire la facciata di una chiesa che si trova già in una situazione di degrado». Il primo cittadino ha tenuto a precisare che «il Comune non essendone proprietario non si può occupare della ristrutturazione della chiesa, ma per il convento adiacente abbiamo sollecitato la visita del presidente della Regione Luciano D’Alfonso per trovare le risorse per la sistemazione di un bene, simbolo di Montorio, che più passa il tempo e più si deteriora. Intanto in estate interverremo sul campo dei Cappuccini, adibendolo a spazio verde per i bambini».
Adele Di Feliciantonio
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