Aggredì l’acquirente della sua casa all’asta Condannato a 15 mesi

Cade la tentata estorsione, per i giudici è turbata libertà degli incanti. Assolto dall’accusa di danneggiamento
TERAMO. La sua casa, quella tirata su con i sacrifici di anni di lavoro, era finita all’asta e la disperazione aveva preso il sopravvento. Sulla razionalità e sul rispetto delle leggi. Antonio Cioci, 49enne di Canzano che nel maggio del 2015 venne arrestato con le accuse di tentata estorsione e lesioni per aver aggredito e ferito l’acquirente dell’abitazione che lui voleva riavere, ieri è stato condannato ad un anno e tre mesi. Per lui il pm Luca Sciarretta aveva chiesto quattro anni e sei mesi.
I giudici (Flavio Conciatori presidente, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) hanno derubricato il reato di tentata estorsione in turbata libertà degli incanti. All’uomo veniva contestato anche il danneggiamento dell’immobile (secondo l’accusa dopo la vendita all’asta avrebbe divelto porte e altro), ma da questa da questa ipotesi di reato è stato assolto. Per le lesioni il tribunale ha sentenziato il non doversi procedere per difetto di querela. All’uomo, assistito dall’avvocato Rachele Cozzi, è stato revocato il divieto di dimora nel territorio comunale di Penna Sant’Andrea, centro in cui abita l’acquirente dell’abitazione. Il tribunale ha stabilito una provvisionale immediatamente esecutiva di 2 e 5mila euro per due delle parti civili (l’acquirente dell’abitazione e suo fratello) rappresentati dagli avvocati Tiziana Rocci e Marco Sgattoni. Due anni fa Cioci venne arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia dopo aver più volte avvicinato il compratore della casa, avergli frantumato il parabrezza dell’autovettura e colpito al braccio. Tra sessanta giorni le motivazioni della sentenza.
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