Aggressione al benzinaio, chiuse le indagini

2 Dicembre 2019

Il 38enne rom che sferrò il pugno al gestore del distributore Ip di Cologna Spiaggia accusato di lesioni

ROSETO. A quattro mesi e mezzo dall’aggressione ai danni di Gianfranco Pigliacampo, il benzinaio di 50 anni di Mosciano che il 13 luglio fu colpito da un pugno in pieno viso sferrato da un rom mentre si trovava sul luogo di lavoro a Cologna Spiaggia, la Procura chiude le indagini sulla vicenda. E lo fa confermando l’accusa di lesioni personali a carico di G.D.S., il 38enne rom che quel giorno sferrò il pugno al gestore del distributore Ip di Cologna, a cui il pm Laura Colica contesta anche le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.
L’episodio, in seguito al quale il benzinaio riportò un grave trauma cranico con emorragia cerebrale, che ne comportò il ricovero in ospedale per due mesi di cui uno in coma indotto in rianimazione, risale allo scorso 13 luglio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri nel corso delle indagini poco prima dell’aggressione Pigliacampo aveva avuto una discussione con il figlio di G.D.S.. Il ragazzo aveva infatti chiesto al benzinaio di riempirgli una bombola di gpl chiedendogli di scalare il dovuto da un presunto credito di 20 euro vantato dal padre nei confronti di Pigliacampo (e che secondo i legali della famiglia del 50enne non sarebbe mai esistito), che si era rifiutato di assecondarlo. A quel punto il ragazzo aveva chiamato il padre, che a sua volta aveva discusso telefonicamente con Pigliacampo per poi recarsi alla pompa di benzina e sferrare un pugno al benzinaio. Successivamente G.D..S. si era allontanato facendo perdere le proprie tracce, per poi recarsi in caserma alcune ore dopo accompagnato dal suo legale, l’avvocato Andrea Ciannavei, ed essere ascoltato dal pm Laura Colica.
Una vicenda per la quale nei giorni scorsi la Procura ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini, contestando al 38enne di aver sferrato il pugno facendo cadere Pigliacampo e cagionandogli «lesioni personali gravi da cui derivava una malattia che metteva in pericolo la vita della persona offesa», come si legge nel capo di imputazione. Dopo essere uscito dall’ospedale, a due mesi dall’aggressione, Pigliacampo era stato trasferito in una struttura riabilitativa per le cure del caso. Adesso è presumibile che a breve per il suo aggressore arrivi la richiesta di rinvio a giudizio. (a.m.)
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