Agricamping, arriva il giro di vite

2 Marzo 2020

Il sindaco pronto ad agire: «Devono essere legali e pagare le tasse»

ROSETO. Negli ultimi dieci anni, nella zona nord del lungomare di Cologna Spiaggia, sono spuntati come funghi diversi “agricamping”, tra via degli Acquaviva e via del Mare, anche in zone di demanio fluviale soggette ad allagamento. Una situazione non proprio regolare, che ha portato a un contenzioso tra proprietari di agricamping e Comune di Roseto. «In primo grado sono stati sconfitti al Tar», dice il sindaco Sabatino Di Girolamo, «e i proprietari hanno proposto un ricorso al Consiglio di Stato, che deve ancora pronunciarsi».
Nell’ultimo consiglio comunale c’è stato un intervento, l’ennesimo, del consigliere d’opposizione Enio Pavone, che ha sollecitato l’amministrazione a regolarizzare le attività dei numerosi agricamping al più presto. «Ho mandato una comunicazione alla polizia municipale», continua il sindaco, «chiedendo un accurato sopralluogo. Sono in attesa di conoscerne gli esiti. L’obiettivo è trovare una soluzione urbanistica all’interno della variante generale al piano regolatore». Sul tema interviene anche Andrea Di Stanislao, cittadino colognese e referente di Azione Politica per Roseto. «Non è concepibile ciò che sta succedendo a Cologna», afferma Di Stanislao, «bisogna trovare un punto di incontro per questi agricamping. Ci sono imprenditori che hanno investito dei soldi, ma è giusto che abbiano un’attività ricettiva legale e che paghino le tasse come tutti. Il ricorso al Consiglio di Stato, comunque, non sospende la sentenza del Tar, e un’amministrazione seria deve agire e, come ha fatto smantellare per abusivismo un’attività a Roseto sud, così deve essere per Cologna. E’ la frazione più grande di Roseto e merita rispetto».
Se da un lato ci sono gli agricamping che svolgono normalmente la propria attività, dall’altro ci sono i villaggi turistici e i camping, che pretendono una concorrenza leale. «Noi non siamo contro gli agricamping», precisa Ivano Ortelli della Faita-Federcamping, «perché in Italia ce ne sono diversi e regolari. Siamo contrari a quel tipo di agricamping, come a Cologna, dove ci sono le case mobili, che a fine stagione dovrebbero essere tolte, e invece restano lì, o addirittura qualcuno li vende. Non capisco come il Comune abbia potuto permettere, negli anni, di fare queste cose. Io propongo, a questo punto, di farli diventare campeggi a tutti gli effetti, così hanno una normativa ben precisa e farebbero concorrenza leale. C’è molta confusione sul discorso sanitario, sulla sicurezza, sull’aspetto della normativa anti-incendio. In questa situazione fanno palesemente concorrenza sleale e non sono edificanti neanche per il turismo rosetano».
Luca Venanzi
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