Agricamping, Pavone avvia i controlli su quelli fuorilegge

Roseto, il sindaco: «Siamo preoccupati perché in alcuni casi ci sembra che non vengano rispettate tutte le norme»
ROSETO. Giro di vite sugli agricampeggi senza i requisiti di legge. Il sindaco di Roseto Enio Pavone ha infatti incaricato gli agenti municipali, con il supporto dei funzionari dell’ufficio tecnico comunale, di verificare se le strutture sorte nell’arco di pochi anni, soprattutto nella zona di Cologna Spiaggia, abbiano i requisiti previsti dall’apposita normativa regionale per rientrare nella categoria delle strutture ricettive inserite nell’elenco degli “agricamping”. «Si tratta di strutture», ha spiegato il sindaco Pavone «su cui il Comune ha solo il potere di controllo affinché venga rispettata la legge in materia, in quanto il rilascio delle autorizzazioni è di competenza regionale. Per quanto ci riguarda siamo preoccupati perché in alcuni casi non ci sembra che sussistano le caratteristiche che un agricampeggio dovrebbe avere». La normativa che regolamenta la materia prevede che tali strutture abbiano come obiettivo principale la valorizzazione del territorio e i suoi prodotti tipici. Inoltre, dovrebbero contenere un terreno coltivato con prodotti agricoli di stagione, anche se a due passi dal mare. In base a un primo controllo messo in atto dalla polizia municipale, tali strutture non presenterebbero i requisiti richiesti, fatta eccezione di un prato per accogliere al meglio i villeggianti. Si potrebbe configurare una concorrenza sleale nei confronti dei campeggi tradizionali e dei villaggi vacanze, in quanto i titolari di agricamping possono beneficiare di vantaggi fiscali, nonostante l’attività svolta nelle proprie strutture non sia poi così diversa da quella dei colleghi. «Vogliamo fare chiarezza», dice Pavone, «e se ci sono delle irregolarità chi non ha rispettato le regole dovrà risponderne, fino alle conseguenze più drastiche. Il territorio di Cologna ha una spiccata vocazione turistica, ma credo che in questi casi si stiano oltrepassando i limiti approfittando di una legge che, a mio giudizio, dovrebbe essere riformulata».
Federico Centola
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