Agritech, restano senza lavoro 35 operai
Solo cinque su 40 accettano la proposta dell’azienda di trasferirsi nella sede di Ravenna
GIULIANOVA. Sono 35 i dipendenti rimasti senza lavoro in seguito alla chiusura dell'ex Agritech, l'azienda di Colleranesco specializzata nella produzione di pane surgelato: solo cinque dei 40 lavoratori dell'azienda, infatti, hanno accettato il trasferimento a Ravenna dopo che la proprietà, la genovese Lanterna spa, ha deciso di spostare tutta la produzione nello stabilimento romagnolo. I cancelli dell'ex Agritech, divenuta di recente Lag spa, sono stati definitivamente chiusi lo scorso 31 luglio, ma gli operai hanno avuto tempo fino alla scorsa settimana per decidere sul proprio futuro lavorativo. La dirigenza dell'azienda aveva offerto alle maestranze, quale incentivo al trasferimento, il ritocco del contratto a tempo indeterminato per coloro che avevano un rapporto di lavoro temporaneo: ma sono stati solo cinque gli operai che hanno accettato di spostarsi a Revanna, tre dei quali residenti a Giulianova e Roseto, gli altri due provenienti dalla zona di Bari (due anni fa si erano trasferiti a Giulianova proprio per lavorare nell'Agritech). Ora i lavoratori che hanno scelto di restare andranno incontro alla disoccupazione (quelli con contratto a tempo determinato o interinali) o all'iscrizione nelle liste di mobilità (i dipendenti in possesso di contratto a tempo indeterminato). I 35 operai che non hanno optato per il trasferimento a Ravenna avranno comunque tempo dal gennaio all'aprile 2015 per valutare nuovamente la possibilità di andare a lavorare in Romagna; però sarebbero reintegrati solo nel caso in cui fossero lasciati dei posti liberi da parte dei colleghi di Padova, dove l'azienda gemella dell'ex Agritech sarà smantellata nei primi mesi del prossimo anno.
I proprietari hanno deciso di trasferire la produzione di surgelati nella sede di Ravenna perché il capannone di Colleranesco manca dei requisiti di qualità richiesti dagli acquirenti dei prodotti, ma anche a causa dei costi eccessivi riguardanti la produzione e commercializzazione dei surgelati. Eppure l'ex Agritech era riuscita brillantemente a sfidare la crisi, nonché la chiusura dello stabile, paventata nel 2009. All'epoca, 40 dipendenti erano stati messi in cassa integrazione ma, lentamente, l'azienda aveva riavviato la realizzazione di pane surgelato, arrivando nei primi mesi di quest'anno a lavorare 7 giorni su 7, adottando il ciclo di lavorazione continuo e triplicando i numero dei propri dipendenti.
Sandro Petrongolo
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