«Aiutatemi ad andare in pensione»

Silvi, appello del padre di un disabile che ha bisogno di assistenza continua
SILVI. Ci sono storie che sembrano incredibili, troppe situazioni dolorose sulle spalle di una singola persona. Questioni che hanno il sapore amaro dell’accanimento e della tragicità e che richiedono attenzione e ascolto. Una di queste è quella di Giovanni Santorio: un uomo, un lavoratore, un padre, un malato di tumore. Giovanni vive a Silvi Marina, ha 58 anni, lavora da quando ne aveva 15, 40 anni di contributi alle spalle. Operaio di una azienda, la Saila, che opera di regime di solidarietà e quindi con orari e stipendi ridotti. È padre di tre figli, uno sposato che vive a Sulmona, uno di 23 anni disoccupato e di un ragazzo di 29 anni affetto dalla nascita di tetraparesi spastica e distonica. Una malattia che gli impedisce qualunque forma di autonomia e che richiede la vicinanza di qualcuno ventiquattro ore al giorno. A occuparsi del ragazzo c’è la madre, la moglie di Giovanni, che per questa ragione non lavora. Una situazione difficile già così, ma che in questi ultimi mesi si è aggravata di un altro problema: Giovanni ha scoperto di avere un tumore alla prostata. Una malattia che lo costringe a visite e spostamenti in varie strutture ospedaliere e che mette a dura prova la sua forza. Per questa ragione ha deciso di chiedere aiuto agli amministratori di tutti i livelli affinché la sua storia possa essere ascoltata. «Quello che chiedo», dice Giovanni, «è di poter andare in pensione, mi manca ancora qualche anno, ma io non posso continuare in questa maniera, mio figlio non può essere lasciato solo. Non possiamo affidarlo a terzi. Ha dei movimenti incontrollati dei muscoli e accudirlo in ogni sua necessità non è semplice. La mia situazione la conoscono in tanti, tempo fa ci siamo lamentati per l’introduzione delle antenne della telefonia mobile vicino a casa perché le frequenze interferiscono con le strumentazioni in dotazione a mio figlio, ma il problema c’è ancora. Siamo vicini alle votazioni, perché dovrei andare a votare quando per le politiche sociali restano solo briciole? La sanità è stata svuotata con tempi di attesa lunghi e la costrizione ad andare in strutture lontane. A mio figlio serve una nuova carrozzina e per averla sarà un lungo iter e magari non daranno quella adatta alle sue esigenze. Questi problemi devono essere una priorità per chi governaj».
Evelina Frisa
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