«Aiuti alla Cittadella della carità»

20 Ottobre 2022

La Regione Abruzzo: siamo pronti a sostenere l’iniziativa avviata dalla diocesi

TERAMO. «Siamo pronti ad una collaborazione fattiva e concreta con la diocesi di Teramo-Atri per la realizzazione della Cittadella della carità». Ad affermarlo è l’assessore regionale alle politiche sociali Pietro Quaresimale in merito al progetto che prevede l’allestimento in città, recuperando una parte dell’ex ospedaletto di via Taraschi, di un complesso destinato ad accogliere e fornire servizi, come la mensa gestita dalla Caritas, ai bisognosi. Il piano, messo a punto dal vescovo Lorenzo Leuzzi e che sarà finanziato anche con i fondi per la ripresa delle aree colpite dal sisma del Centro Italia, trova dunque il sostegno della Regione.
«Si tratta di un'iniziativa di grande valore e importanza sociale perché viene incontro ai bisogni primari della fasce più deboli della società», evidenzia Quaresimale, «ed è un progetto figlio anche di una scelta che la giunta regionale ha fatto quando ha deciso di destinare i 10 milioni di euro provenienti dai fondi sul terremoto del 2016 alla ristrutturazione dell'immobile di via Taraschi di proprietà dell’Asp 1 con una espressa finalità sociale».
L’assessore tiene a specificare che «come Regione e in particolare come assessorato alla formazione e politiche sociali possiamo dare il nostro contributo, finanziando corsi formativi e di perfezionamento professionale da destinare agli operatori che saranno chiamati a un’attività diretta di gestione e controllo della Cittadella della carità». Il progetto della punta su tre obiettivi: dare continuità all’iniziativa di housing sociale avviata nel 2019, realizzare strutture di prima accoglienza per i senzatetto e creare gli strumenti per garantire un aiuto concreto a inquilini che, senza reddito e lavoro, rischiano lo sfratto esecutivo delle loro abitazioni. Tra le azioni previste nel progetto rientra anche la possibilità di formare operatori qualificati e abilitati.
«È un passaggio dal quale la Regione non può chiamarsi fuori», aggiunge Quaresimale, «ed è per questo che con la diocesi avvieremo un’interlocuzione che parta dalla collaborazione per la formazione degli operatori sociali, ma che potrebbe toccare anche altri aspetti del progetto. Del resto, nell'ultimo anno sono molteplici i settori del sociale nei quali la Regione è intervenuta con progetti direttamente finanziati». (g.d.m.)