Aiuti alle imprese con il microcredito: Teramo è ultima

È arrivato solo l’11% degli 8 milioni distribuiti dalla Regione Cianciotta: «Qui manca l’indotto delle multinazionali»
TERAMO. C’era una volta la provincia leader in Abruzzo per la piccola e media impresa. Teramo, in questo campo, è stata trainante in Abruzzo fino agli anni Novanta. Ora, a quanto pare, non solo non lo è più, ma è addirittura il fanalino di coda in regione. Lo dicono, impietosamente, i numeri di Avviso Liquidità, il bando per il microcredito alle imprese definito e gestito da Abruzzo Sviluppo per conto della Regione.
I NUMERI DEL BANDO
Sono state ricevute 908 domande e, all’esito del procedimento istruttorio, 582 imprese sono state ammesse a finanziamento per un totale di otto milioni di euro. Di queste, il 64,9% sono ditte individuali per un ammontare ammesso pari a 5.285.000 euro, il 21,4% è rappresentato da lavoratori autonomi/liberi professionisti con 1.500.000, il 13,5% da società per 1.120.000. Relativamente alla distribuzione territoriale, il 40,5% dei finanziamenti ammessi ricade nel territorio della provincia di Chieti, seguito dal 34,5% della provincia di Pescara, il 13,4% della provincia dell’Aquila e l’11,5 % della provincia di Teramo. L’area metropolitana di Chieti-Pescara detiene, percentualmente, la più alta percentuale di finanziati tra le società (sas, snc e società cooperative) per una percentuale pari al 71,7% del totale delle imprese finanziate, complessivamente pari a 78. Le ditte individuali, pari a 379, si collocano per una percentuale superiore al 65% nella provincia di Chieti, seguite dai lavoratori autonomi e liberi professionisti, pari complessivamente a 125 soggetti, che, per sole province di Chieti e Pescara, rappresentano il 71,2%, del totale complessivo. Molto lontane le province di L’Aquila e Teramo. Da rilevare infatti il 12,9% di ditte individuali finanziate e il 13,6% di lavoratori autonomi e liberi professionisti sul totale complessivo dei soggetti finanziati nell’Aquilano; in coda il Teramano con il 9,7% delle ditte individuali finanziate e il 15,2 di lavoratori autonomi e liberi professionisti.
L’ANALISI DI CIANCIOTTA
Il docente e giornalista economico Stefano Cianciotta, teramano Doc, è il presidente di Abruzzo Sviluppo e non si sottrae a un’analisi sulle motivazioni del flop del territorio provinciale. Cianciotta, innanzitutto, evidenzia l’importanza del bando: «I dati confermano che lo strumento del microcredito, tenuto conto del numero importante di domande pervenute, pari a 908 in appena 10 giorni, rappresenta ancora un valido strumento di sostegno alle imprese e ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che insistono sul territorio regionale». Quanto alla distribuzione territoriale dei fondi, evidenzia: «La distribuzione territoriale è in linea con la tendenza dei finanziamenti già ammessi ed erogati alle imprese abruzzesi con le altre otto misure del Fondo Microcredito Fse, che hanno distribuito dal 2013 complessivamente alle piccole e medie imprese abruzzesi oltre 60 milioni di euro». Insomma, Teramo è in coda da quando questi aiuti sono entrati in vigore. Ma perché? Cianciotta non ha dubbi: «Un elemento di riflessione sulla provincia di Teramo è da ricondurre alle dimensioni delle imprese destinatarie del finanziamento, e a quella delle imprese con le quali operano abitualmente. I territori regionali sui quali insistono le multinazionali, infatti, hanno costruito nel tempo una concentrazione nel sistema dei servizi e delle libere professioni, che fatica invece ad emergere in un territorio che da almeno 15 anni conosce un progressivo depauperamento del sistema industriale». In sintesi: in altri territori il “pesce grosso” (la multinazionale) crea intorno a sé una galassia di “pesci piccoli” (ditte di servizi e liberi professionisti), mentre nel Teramano la polverizzazione del sistema industriale impedisce questo circolo virtuoso, in particolare nel capoluogo. Balza agli occhi il numero esiguo delle imprese finanziate nella sola città di Teramo rispetto agli altri capoluoghi abruzzesi, e alle altre città più grandi in Abruzzo. 11, infatti, sono le imprese finanziate a Teramo città, 51 a Chieti, 113 a Pescara, 16 all’Aquila, 22 a Montesilvano, 21 a Ortona, 20 a Vasto e 11 a Francavilla». L’unico elemento positivo nel Teramano, analizzando i numeri di Avviso Liquidità, è quello relativo all’imprenditoria femminile: le ditte finanziate di cui sono titolari donne sono 20, pari al 30% del totale. «Si conferma una certa vivacità delle imprese in rosa, come registrato anche nelle precedenti misure finanziarie emesse e gestite da Abruzzo Sviluppo», conclude Cianciotta.
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