Al Mazzini la cura Covid estesa ai malati di cuore

Napoletano: «Con l’ecocardiografo possiamo diagnosticare la polmonite» Per il primario è giunta l’ora di utilizzare anche i test veloci fatti con il sangue
TERAMO. Ha varato il primo percorso Covid d’Abruzzo, mettendo in sicurezza tutto il secondo lotto del Mazzini. Cosimo Napoletano, direttore del dipartimento cardio-toraco-vascolare parla delle misure di sicurezza basilari per tutelare non solo gli operatori sanitari, ma anche i pazienti cardiopatici.
PERCORSO COVID. «Il secondo lotto è tutto riservato al mio dipartimento: questo mi ha consentito di agire più facilmente rispetto ad altri settori allestendo il primo percorso per Covid in Abruzzo. Il paziente cardiopatico è garantito», spiega Napoletano, « con gli anestesisti, i cardiochirurghi, con tutti i settori del dipartimento ci siamo ingegnati per fare una sala di emodinamica Covid e una no, una cardiochirurgia Covid e una no, una Rianimazione Covid e una no».
Nel dipartimento ci sono stati tre operatori contagiati, prima dell’allestimento del percorso: un medico, un infermiere e un Oss. «Il dipartimento ha retto, mantenendo la rete dell’infarto e dell’ictus, che sono le emergenze maggiori; anche i malati neurologici e neurochirurgici che hanno bisogno di terapia intensiva vengono ricoverati nella nostra Rianimazione sia Covid (nell'emergenza) che non», precisa Napoletano. Bloccata la libera professione, tutti gli ambulatori e anche le visite dei parenti. I pazienti senza tampone vengono considerati come Covid. E da due giorni, davanti al secondo lotto, è stata allestita una tenda per il pre triage: a chi vuole entrare (rigorosamente con mascherina) viene misurata febbre, saturazione e viene fatta un’anamnesi. «I cittadini non devono avere alcuna paura a rivolgersi all'ospedale principale: è intenzione dell'amministrazione e dell'unità di crisi preservare queste strutture. L’ospedale hub (cioè che ha tutte le specialistiche, ndr) è basilare per tutta una serie di patologie».
Non a caso Napoletano fa notare che «al di là del cardiovascolare anche gli altri settori si sono adeguati per fronteggiare il contagio, nel primo lotto. Essendo un blocco molto grande la cosa non è stata semplice ma è stato fatto».
EPIDEMIA SMORZATA. Il medico dà anche alcuni dati: «dal 23 marzo al 7 aprile i deceduti a Teramo sono stati cinque: uno in Rianimazione e quattro in Malattie infettive, ma tutti con altre patologie. Gli operatori contagiati sono 65, di questi solo tre sono ricoverati e non in Rianimazione: la stragrande maggioranza è stata solo isolata in quarantena. Questo fenomeno è contenuto e il focolaio è stato limitato. I numeri sono in discesa e i guariti aumentano. Il sistema sta reggendo».
NUOVO TIPO DI DIAGNOSI. Sul problema dei tamponi Napoletano conferma che «le esigenze sono state superiori alle quantità che abbiamo avuto. E' necessario che l'Abruzzo cominci a valu tare l'utilizzo della sierodiagnosi: fa vedere se hai anticorpi contro il virus, con un semplice prelievo di sangue che si può analizzare in 10-15 minuti. In questo modo si evita il periodo di 48 ore in attesa del risultato del tampone».
A dire il vero il dipartimento toraco-cardiovascolare può assicurare un altro metodo di diagnosi, non a caso stanno arrivando altri tre ecocardiografi: «Si tratta della diagnosi di polmonite interstiziale Covid con l'ecocardiografia: alcuni nostri cardiologi hanno fatto proprio dei corsi. In questo modo si può limitare l'uso di radiografie, tamponi e Tac ai casi in cui c’è bisogno di un ulteriore conforto diagnostico».
Napoletano, che è anche presidente dell’Ordine dei medici, ribadisce che «è un virus nuovo e il mondo non era preparato a fronteggiarlo, non è una questione relativa solo a Teramo. Siamo disarmati per due motivi. Intanto da anni abbiamo smantellato il sistema sanitario e ci siamo trovati di colpo ad affrontare l’emergenza a volte senza strumenti, come i respiratori. O senza medici, basti pensare che a Teramo ci sono solo quattro infettivologi. In più dipendiamo da altri Paesi, ad esempio India e Cina per le mascherine. I nostri farmacisti hanno fatti i salti mortali per avere dei Dpi regolari».
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