Al via in anticipo la pulizia della spiaggia di Roseto

I balneatori soddisfatti: «È la prima volta che viene eseguita prima di Pasqua» Il primo cittadino Nugnes: «Stiamo lavorando in sinergia con gli operatori»
ROSETO. Sono iniziate nei giorni scorsi le operazioni per la pulizia del cosiddetto spiaggiato – detriti e rifiuti portati dalle mareggiate – sul litorale rosetano in vista delle festività pasquali. Le ruspe hanno cominciato a rimuovere i mucchi di rami sulla spiaggia sud di Roseto, e nei prossimi giorni termineranno il lavoro a Cologna Spiaggia. Sul posto erano presenti alcuni balneatori tra cui Luigi Corradetti, Domenico Coppa, Bruno Pierandozzi e Giacomo Scalone, il sindaco Mario Nugnes e il vice sindaco Angelo Marcone.
«È la prima volta che questa pulizia viene fatta prima di Pasqua», evidenzia Corradetti, «per noi è un grande risultato perché così possiamo prepararci per tempo e dare un’immagine positiva e bella della nostra costa. Negli anni passati lo abbiamo sempre richiesto, ma ripeto questa è la prima volta che accade». È dello stesso avviso Domenico Coppa. «È un’operazione molto importante in vista della preparazione della nuova stagione balneare», aggiunge Coppa, «visto che siamo a ridosso dell’inizio delle attività. Ringraziamo l’attuale amministrazione e speriamo che la prossima estate possa essere quella del rilancio dopo due anni di pandemia».
Il sindaco Nugnes è soddisfatto dell’avvio dei lavori. «Abbiamo cercato da subito di metterci in sinergia con tutti i portatori di interesse», dice il primo cittadino, «credo che la categoria degli operatori turistici, in questo caso dei balneatori, sia una voce importante del territorio. Abbiamo chiesto a tutti gli operatori di essere aperti per Pasqua, ed è chiaro che la spiaggia deve essere pronta. Io e il mio vice sindaco Angelo Marcone stiamo lavorando inoltre per rendere accogliente il nostro lungomare in vista di Pasqua, ed è un intervento che deve essere fatto ogni anno creando quelle sinergie e quelle opportunità che creeranno anche risparmi per l’ente e, dunque, per la collettività».
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