Al via l’abbattimento di 13 alberi: non servono le nuove proteste

L’opposizione di alcuni cittadini ha solo ritardato l’intervento. La minoranza: «Scempio evitabile» Il sindaco Altitonante: «Stiamo agendo per motivi di sicurezza e sulla base di una relazione tecnica»
MONTORIO AL VOMANO. Hanno preso avvio ieri mattina a Montorio le operazioni di abbattimento di 13 alberi centenari di viale Duca degli Abruzzi: il primo a essere sacrificato è stato un cipresso.
Un'operazione iniziata in ritardo perché dopo l’arrivo degli operai la zona si è riempita di un gruppo di cittadini, con i consiglieri di opposizione Eleonora Magno e Andrea Guizzetti che sono tornati a protestare per la decisione dell’amministrazione del sindaco Fabio Altitonante di tagliare le tredici piante perché malate e per motivi di sicurezza. Il segretario della sezione locale del Pd Mario Tertulliani si è di nuovo incatenato a un tronco come aveva fatto lo scorso 31 gennaio, la data in cui l’abbattimento avrebbe dovuto svolgersi ma era stato fermato dai manifestanti che anche la mattina dopo si erano presentati sul posto chiedendo di prendere tempo per perizie più approfondite. Il sindaco aveva così emanato un’ordinanza di sospensione. Ma ieri il sit-in ha avuto l’effetto solo di ritardare di un paio di ore le operazioni e non di bloccarle.
Nell’ultimo mese quello degli alberi è stato un tema caldo in paese: da una parte gli oppositori all’abbattimento con il coinvolgimento di varie associazioni, la nascita di un comitato e la richiesta di intervento al prefetto di Teramo Massimo Zanni e alla Sovrintendenza fitosanitaria della Regione; dall’altra l’amministrazione che ha sempre giustificato il taglio come necessario perché dettato da motivazioni oggettive e chiarendo che nulla ha a che vedere con la realizzazione della nuova pista ciclabile. «Sono passati solo due mesi dall’ordinanza urgente del sindaco di tagliare i 13 alberi e siamo riusciti solo a rinviare la sentenza già scritta del nostro viale secolare», scrivono Magno e Guizzetti, «avevamo chiesto solo di approfondire l’effettiva pericolosità e i motivi di urgenza ed eravamo in attesa di un tecnico esperto della Regione per un sopralluogo che avrebbe dovuto svolgersi domani (oggi, ndc), ma lo scempio è iniziato. Torniamo a chiedere una perizia», aggiungono, «e di attendere un giorno per ascoltare un altro parere autorevole. Oggi abbiamo perso un pezzo della nostra memoria e speriamo che ci si fermi in tempo».
Secca la replica di Altitonante, che ha ricordato che per ogni albero abbattuto ne verranno piantumati dieci. «Gli alberi su cui il Comune, sulla base di una relazione tecnica, deve intervenire sono 13», spiega, «ma per alcuni di essi gli uffici stanno valutando altri approfondimenti strumentali attraverso la tomografia. Nessuna scelta politica. Il taglio degli alberi è determinato dalla loro pericolosità su cui hanno inciso i troppi anni di incuria e di mancanza di attenzione. Non so nulla di perizie eseguite dalla Regione, il Comune non le ha richieste perché la legge non lo prevede. Se il Pd ha ritenuto di interpellarla per motivi politici», conclude, «è libero di farlo, ma sarei curioso di sapere se lo stesso Pd abbia chiesto perizie alla Regione per i pini da abbattere ad Alba Adriatica e a Pineto».
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