Alba al voto, Viviani punta sull’ambiente

Il candidato sindaco: «Non è bastato il mare pulito per farci riconquistare la Bandiera blu»
ALBA ADRIATICA. «Non basta il mare pulito a riportare la Bandiera blu ad Alba Adriatica in tempi brevi. La mancata riconquista del vessillo per il 2018 ce lo ha dimostrato». A parlare è Gabriele Viviani (nella foto), candidato sindaco con la lista Alba Popolare, ma anche ultimo assessore all’ambiente ad aver partecipato con successo alla conquista del riconoscimento assegnato dalla Fee, ben cinque anni fa. In quei giorni del maggio 2013, in realtà, Viviani non si presentò alla cerimonia di consegna della Bandiera blu, essendosi già consumata nelle settimane precedenti la spaccatura nell’amministrazione Giovannelli che portò a quella frantumazione del centrosinistra visibile ancora oggi con la dispersione dei suoi esponenti in almeno tre liste. Viviani glissa sulle questioni politiche di allora e di oggi, anche evitando affondi all’amministrazione Piccioni, e si concentra sul tema dell’ambiente: «L’errore, negli ultimi anni, è stato quello di non dedicarsi a tutti i fronti collegati all’ambiente con lo stesso impegno profuso con successo nella lotta all’inquinamento del mare. Per sopperire ai dati negativi della balneazione del passato, infatti, è necessario impegnarsi anche nelle altre questioni determinanti per alzare il punteggio assegnato dalla Fee e per l’immagine della nostra città: dal riottenimento delle certificazioni ambientali, come l’importante Emas europea, all’implementazione dei servizi e il miglioramento del decoro, fino all’abbattimento delle barriere architettoniche, dalla crescita della raccolta differenziata con campagne educative, alla reinstallazione di almeno un’isola ecologica ben gestita per consentire a tutti i turisti di differenziare i rifiuti prima della ripartenza. Altra questione importante è il piano traffico: la Fee valorizza questo strumento, a fine mandato noi facemmo preparare uno studio tecnico che prevedeva una viabilità più ordinata e sicura con rotatorie, piste ciclabili, sensi unici e zona a 30km orari sul lungomare, ma il testo non è mai stato approvato».
Alcuni suoi sfidanti, nel frattempo, sono ancora alle prese con le ultime grandi trattative, due su tutte: la questione del centrodestra spaccato che tenta un ultimo, disperato accordo per presentare una lista unitaria, e i contatti in corso per la fusione tra la lista di Giuliano De Berardinis e quella di Remo Saccomandi.
Luca Tomassoni
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