Alba, altre 54 palme devono essere abbattute

Persa la guerra con il punteruolo rosso, l’amministrazione decide di sostituire le piante malate con alberi autoctoni come tamerici, carrubi, olivi e lecci
ALBA ADRIATICA. Altre 54 palme da abbattere sul lungomare di Alba Adriatica. La stagione turistica 2017 si aprirà con la trasformazione di un altro pezzo del paesaggio da cartolina della riviera albense. La causa, ancora una volta, è la guerra persa contro il terribile punteruolo rosso, l’insetto che negli ultimi anni ha “mangiato” e devitalizzato centinaia delle quasi 900 palme che arricchivano la pista ciclopedonale. All’abbattimento delle 54 palme, la cui notizia è stata diffusa dall’amministrazione comunale, seguirà in un secondo momento la piantumazione di alberi autoctoni, come tamerici, carrubo, olivo e leccio. Si continuerà, infatti, l’opera iniziata nel 2016, che ha visto la sostituzione della palme colpite irrimediabilmente dal punteruolo rosso dalla rotonda Nilo e per alcune centinaia di metri verso sud.
La sostituzione, che l’anno scorso partì proprio in questo stesso periodo dell’anno, segnò la sconfitta di Alba Adriatica contro il coleottero, dopo anni di battaglie dispendiose con diversi trattamenti anti punteruolo, tutti vani. La scelta degli alberi autoctoni, per cui il Comune ha richiesto la consulenza di esperti del settore, è arrivata proprio per la loro facilità di gestione: meno manutenzione richiesta, meno suscettibilità delle piante a parassiti e malattie. Nel 2016, però, non sono mancate forti polemiche, da parte anche di associazioni e di operatori turistici. A provocare reazioni contrastanti, sia la scelta di non rimpiazzare le palme con alberi della stessa specie, così da mantenere il più intatto possibile il paesaggio, sia quella di piantumare tronchi giovani e tutt’altro che imponenti, mossa utile per limitare l’esborso economico per l’ente.
Il tema dei costi della manutenzione in generale, del resto, in città è delicato e, non a caso, nei giorni scorsi ha rischiato di portare la maggioranza del sindaco Tonia Piccioni in una crisi politica. Proprio con le spese destinate al manutentivo, giudicate «esorbitanti e non proporzionali alla qualità del servizio», si è consumata la vicenda delle dimissioni del presidente del consiglio comunale albense Antonio Bizzarri, poi protagonista di un forte botta e risposta con l’amministrazione. Bizzarri, nel ruolo di consigliere comunale, sarà sostituito domani mattina nella riunione dell’assise civica fissata per le 9.30 da Romolo Di Lodovico, che ha dichiarato di voler sedere tra i banchi della maggioranza. La discussione sulla manutenzione, però, sembra tutt’altro che spenta: sia perché il tema è cruciale per la preparazione estiva e i protagonisti del dibattito sembrano tutt’altro che intenzionati ad abbandonare la battaglia politica, sia perché proprio in questi giorni è in atto la fase di aggiudicazione del nuovo appalto per la manutenzione del verde cittadino.
Luca Tomassoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

