Alba, Biciplan contestato «No ai nuovi sensi unici»

13 Settembre 2022

Il comitato “Piazza del Popolo” chiede di lasciare via Mazzini com’è adesso E il gruppo “Siamo Alba” contesta la soluzione studiata per via Duca d’Aosta 

ALBA ADRIATICA. Dopo la pineta, i comitati vanno all’attacco del piano urbano del traffico e di quello della mobilità ciclabile (Biciplan), che saranno illustrati dall’amministrazione e dai tecnici il prossimo 20 settembre.
A esprimere dissenso è il comitato Piazza del Popolo, che spiega: «Premesso che non siamo contrari a sistemi di mobilità ciclistica nella città, ma considerato che via Mazzini e l’unica via d’ingresso collegata con la statale, il doppio senso di marcia è di vitale importanza per l’economia delle attività commerciali. Pertanto il comitato, i cittadini e le attività presenti nella via hanno adottato iniziative al fine di chiederne la modifica del progetto. Come prima iniziativa il comitato ha messo in atto una petizione popolare, dove ogni negozio e attività dispone di moduli per la raccolta firme, che successivamente verranno inviati al sindaco».
E un altro senso unico in progetto su una via centrale scatena la reazione del comitato civico Siamo Alba, che scrive: «Ma pensate veramente che attraverso un confronto propedeutico con i cittadini e i commercianti di zona via Duca D’Aosta sarebbe diventata a senso unico? Questa scelta è l’ennesima fotografia di una giunta “distante” e “disattenta” rispetto alle necessità della cittadinanza e del commercio locale. È stata per così dire “riqualificata” una via con un marciapiede diverso da quello del lato opposto, uno “elegante” e l’altro “storico”. Le dimensioni del nuovo marciapiede “elegante” hanno inoltre pregiudicato i parcheggi e la possibilità di sosta per i tanti utenti dei negozi presenti sulla via. Ora apprendiamo che la via stessa verrà addirittura snaturata divenendo a senso unico. Una scelta imposta e non discussa. Ancora più grave appare la penalizzazione rispetto al doppio senso lasciato su via Lombardia, dove sarà prevedibile, dopo la costruzione del nuovo asilo, una naturale trasmigrazione dei servizi commerciali di zona».
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