Alba, Bizzarri lascia il consiglio E accusa: «Scelte non condivise»

Il presidente dell’assise civica anticipa la mozione di sfiducia nei suoi confronti e se ne va Attaccato dall’assessore Ventura, risponde: «Bilancio squilibrato, cifre esorbitanti per il verde»
ALBA ADRIATICA. Antonio Bizzarri non aspetta la mozione di sfiducia nei suoi confronti e annuncia: «Mi dimetto, anche da consigliere comunale». Il presidente del consiglio comunale di Alba Adriatica non passerà quindi all'opposizione. La palla giungerà invece a Giovanni Di Meco, primo fra i non eletti della lista Movimento per Alba del sindaco Tonia Piccioni, che dovrà decidere se entrare nel consiglio comunale al posto di Bizzarri e riportare a 10 (su 17) i membri della maggioranza. In attesa della votazione sul nuovo presidente del consiglio, i suoi poteri saranno assunti temporaneamente dal sindaco stesso.
L'annuncio di Bizzarri è arrivato dopo la mossa a sorpresa del voto contrario sul bilancio di previsione durante la riunione di venerdì scorso, voto motivato con «squilibrio di risorse e assenza cronica di dibattito nella maggioranza», oltre che da dure critiche sul tema del manutentivo. L'amministrazione comunale non ha ancora commentato ufficialmente l'accaduto mentre da giorni si parla di una possibile mozione di sfiducia, che con le dimissioni diventa inutile. Su Facebook, però, si è espressa l'assessore Alessia Ventura che nel suo lungo post si è detta «tradita» da Bizzarri. Durissima la risposta, punto su punto, del presidente del consiglio comunale: «Ancora una volta, con questo post, si assiste ad uno scambio incoerente di ruoli: un assessore che risponde nelle vesti del sindaco e del capogruppo di maggioranza. In riferimento ai gravi giudizi esternati, non sento di aver tolto "la dignità ad una politica pulita e disinteressata" come dichiara la Ventura: la dignità è stata persa nei momenti in cui la giunta, insieme al delegato al manutentivo Marco Tribuiani, ha deciso di stanziare continuamente delle risorse economiche su voci in bilancio che si riferiscono al verde pubblico (cifra esorbitante di 500mila euro nell'ultimo) che, oltre a non essere condivise con tutti i consiglieri, non sono proporzionali alla qualità sul territorio albense. Non credo, inoltre, di aver mancato di rispetto ai consiglieri di maggioranza, in quanto il mio voto contrario non è stato un atto istintivo o dettato da persone esterne alla maggioranza come si vuole far credere, ma frutto di un ragionamento alla luce del bilancio previsionale». Poi il contrattacco: «A mio avviso l'assessore al sociale dovrebbe spostare l'attenzione su altre questioni: il degrado negli edifici popolari e il sostegno dell'occupazione, che ha risorse in bilancio pari a zero. Probabilmente Ventura non ha affatto approfondito le dinamiche sociali emerse in questi anni di amministrazione, viste le sue numerose assenze in giunta e negli orari di ricevimento. Mi riservo, infine, la possibilità di tutelare i miei diritti nelle opportune sedi giudiziarie».
Luca Tomassoni
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