Alba, firmato (ma non da tutti) il patto per la “movida serena”

Associazioni di categoria e parte dei locali del divertimento notturno aderiscono al protocollo Gli esercenti s’impegnano al rispetto delle norme e a prevenire abuso di alcol, illegalità e degrado
ALBA ADRIATICA. Firmato ad Alba Adriatica il protocollo “movida serena”, con cui i gestori dei locali si impegnano al rispetto delle norme e a lavorare per prevenire abuso di alcol, uso di stupefacenti, ma anche illegalità e degrado urbano. «I giovani che hanno voglia di divertirsi rispettando le regole della convivenza civile saranno i benvenuti», ha spiegato il sindaco Antonietta Casciotti, «loro per primi hanno diritto di vivere la città in sicurezza, una città che attraverso una consapevolezza culturale e sociale dovrà lanciare un messaggio forte e chiaro per trasformare in opportunità quello che spesso è considerato un grave problema, il divertimento notturno». L’iniziativa è stata presentata ufficialmente ieri mattina. A firmare il documento, gran parte delle associazioni di categoria e turistiche cittadine (Federalberghi, Confcommercio, Fiba, Pro loco Spiaggia d’Argento, Ariaa, Albatour, Costa dei Parchi, Oba e Assohotel), ma non tutti i locali della movida notturna, seppure alcuni tra i più affollati: La Bodeguita/Risacca, Corallo, Kaffeina, Merli Beach, Ma.Do. e Le Hawaii. Per questo, l’amministrazione e i firmatari hanno auspicato un ampliamento della rete dei firmatari nelle prossime settimane.
Tra gli assunti alla base del protocollo c’è che Alba Adriatica è considerata una delle “capitali della movida” e che un accordo potrebbe fare della città un modello, che l’età media dei fruitori dei locali si è abbassata concentrandosi soprattutto nella fascia dai 14 ai 20 anni e che troppe sono le segnalazioni di casi di degrado, a danno anche delle spiagge, dove eserciti di giovani si spostano a tarda notte. Il protocollo, o “carta della movida serena”, prevede 15 impegni dei gestori dei locali. Tra questi c’è innanzitutto il rispetto “rigoroso” delle regole, quelle che ci sono sempre state e quelle introdotte con le misure anti-Covid, degli orari di chiusura, della capienza massima autorizzata e dei limiti e degli orari per la diffusione musicale; poi il contingentamento dei flussi e il divieto di vendita di alcolici ai minorenni. Quindi l’impegno al rafforzamento degli addetti alla sicurezza interna, all’introduzione della vigilanza esterna almeno per un’ora dopo la chiusura, ma anche a segnalare alle forze dell’ordine e a prevenire il chiasso fuori dai locali. Per il decoro esterno c’è anche l’impegno alla pulizia e all’installazione di posacenere. Corposo il capitolo alcolici. Oltre al bando della vendita dei minorenni, c’è il divieto di asporto dalle 22 alle 6 del mattino di bevande alcoliche e di qualsiasi liquido in vetro o lattina, ma anche l’impegno a intervenire sui prezzi per incentivare gli analcolici. In ogni locale, inoltre, dovranno essere esposti la cartellonistica informativa sui danni da alcol e stupefacenti, ma anche il brand Movida Serena, oltre a prevedere alcooltest e defibrillatori. Previste, al di fuori del protocollo, anche iniziative culturali e collaborazioni con le scuole. A fine stagione è previsto un tavolo tecnico per tirare le somme.
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