Alba, lettera anonima al sindaco con minacce a un vigile urbano

9 Novembre 2015

Ci sono chiari riferimenti a un certo agente: forse è una vendetta per una multa o una rimozione Due anni fa ci fu un tentativo di incendio all’ufficio della municipale. Piccioni: non ci intimoriscono

ALBA ADRIATICA. La lettera è stata recapitata al sindaco, ma l’obiettivo della missiva anonima è un altro: un vigile urbano al quale sono state inviate per interposta persona minacce nemmeno tanto velate.

«Sindaco, ci pensa lei o ci dobbiamo pensare noi a questo vigile?»: questo il contenuto della lettera arrivata sul tavolo del primo cittadino di Alba Adriatica Tonia Piccioni, il cui primo commento è il seguente: «Mi auguro solo che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, però dobbiamo stare attenti perché chi indossa una divisa è sempre nel mirino». Nella lettera non viene fatto il nome del vigile ma, fa sapere il sindaco, ci sono dei riferimenti abbastanza chiari per capire chi è l’obiettivo dei “giustizieri” anonimi.

«Stiamo facendo accertamenti sul territorio», aggiunge il primo cittadino di Alba Adriatica, «per capire cosa possa avere originato questa lettera minatoria. Al momento non sappiamo a quale situazione poterla riferire: forse si è trattato di una rimozione o di una multa, ma dobbiamo ancora accertarlo». Di sicuro l’agente della polizia municipale destinatario delle minacce ha dato fastidio a qualcuno compiendo il suo dovere d’ufficio. La risposta è stata una lettera di minacce che probabilmente è solo lo sfogo frustrato di chi ha preso una grossa multa, ma che fa alzare comunque il livello di allarme, perché non si può escludere che a mandarla possa essere qualcuno che poi intende passare veramente alle vie di fatto. Come avvenne nell’estate di due anni fa quando qualcuno tentò di dare fuoco agli uffici dei vigili urbani, un episodio che non è mai stato chiarito e ancora adesso non si sa se sia stato un tentativo di vendetta o un atto vandalico. E comunque l’invio di lettere anonime ad Alba Adriatica non è purtroppo un fatto nuovo. Ne sa qualcosa lo stesso sindaco Piccioni che l’anno scorso ricevette una missiva contenente minacce di morte, un gesto vigliacco che tuttavia non ha avuto alcun seguito. Sembra che le minacce di morte fossero legate alle numerose ordinanze di divieto di balneazione che il sindaco fu costretto ad emanare in seguito all’inquinamento del mare. In quel caso si trattava di una lettera scritta a mano, spedita da Ancona: quella arrivata adesso è stata scritta con il computer per evitare che gli inquirenti possano risalire all’autore tramite la calligrafia.

«Non ci facciamo certo intimorire da questi atti miserabili», afferma decisa Tonia Piccioni, «e ho intenzione di presentare una denuncia sull’accaduto. Come amministrazione comunale siamo vicini al vigile minacciato e solidali con lui». (e.a.)

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