Alba, maxi multa con denuncia per due locali della movida

10 Agosto 2021

I carabinieri trovano lavoratori in nero in uno stabilimento balneare e in una pizzeria-paninoteca Nel frattempo il Comune ordina al Boracay Chalet di non utilizzare le strutture dichiarate abusive

ALBA ADRIATICA. Non ci sono soltanto il caso della discoteca Il Gattopardo, l’invasione di giovanissimi sulla riviera e gli atti di degrado e violenza dovuti all’abuso di alcool: ad animare il dibattito di Alba Adriatica sulla movida notturna arrivano ora anche multe e denunce per il mancato rispetto delle norme sul lavoro e ordinanze contro gli abusi edilizi.
Nel fine settimana scorso, infatti, i controlli dei carabinieri della compagnia albense insieme all’ispettorato del lavoro, oltre al mancato rispetto dei protocolli anti-Covid in diverse attività della costa vibratiana, hanno portato alla luce anche la presenza, in due locali di Alba, di dipendenti che non avevano svolto le visite mediche di idoneità e di alcuni di loro che addirittura erano senza contratto. Non sono stati diffusi i nomi delle due attività commerciali in questione. Si sa però che sono stati trovati quattro lavoratori in nero, tre in uno stabilimento e uno in una pizzeria e paninoteca. In totale, le sanzioni ai due locali ammontano a 19.200 euro, mentre i gestori sono stati denunciati. Non solo: le due attività rischiano anche la chiusura temporanea se non pagano un’ammenda di 2.500 euro ciascuno.
Nel frattempo il Comune albense, attraverso l’ufficio Servizi al cittadino, ha firmato un’ordinanza «di inibizione all’utilizzo dell’area priva di Scia, di autorizzazione paesaggistica e di autorizzazione demaniale al Boracay Chalet», come recita l’atto. La questione è nota. A maggio il Comune ha ordinato allo stabilimento di demolire alcune delle opere edili realizzate durante i recenti lavori di ristrutturazione, che, secondo l’ufficio preposto, sarebbero state realizzate in assenza di autorizzazioni. Nello specifico si tratta di due blocchi di cabine più larghe di quanto autorizzato, di un’area pavimentata non riportata nei titoli edilizi rilasciati, di una staccionata in legno, di un’area adibita a deposito-cucina delimitata da pannelli in lamiera, di una pergola in legno e di una chiusura perimetrale in pvc. L’ordinanza offriva 90 giorni di tempo al locale per demolire le opere, quindi fino al 21 agosto. A inizio luglio, però, la questione è finita in consiglio comunale: a portarcela il gruppo di opposizione Città Viva, secondo cui lo stabilimento continuava a esercitare la sua attività commerciale, chiedendo se l’amministrazione stesse permettendo e tollerando un abusivismo. Nei giorni scorsi è intervenuto lo stesso Comune per intimare al Boracay, di fatto, di non usare quelle strutture fino alla scadenza del termine per la demolizione.
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