Alba, niente rottamazione delle cartelle esattoriali
L’opposizione contro la decisione della giunta: «Occasione persa per i contribuenti» Replica l’assessore Pulcini: «Non ci sarebbe stato alcun effetto reale sui cittadini»
ALBA ADRIATICA. Il Comune di Alba Adriatica non aderisce alla rottamazione delle cartelle esattoriali previste dal decreto Crescita: scoppia così il dibattito polemico tra l’amministrazione e il gruppo di opposizione Città Viva. La decisione della giunta del sindaco Antonietta Casciotti di negare l’adesione alla cosiddetta “rottamazione ter” è emersa nell’ultima riunione del consiglio comunale su interrogazione del consigliere di opposizione Ambra Foracappa, che ha parlato di «occasione persa a beneficio dei contribuenti». Immediata la risposta dell’assessore al bilancio Simone Pulcini, che ha motivato la decisione con un rapporto costi-benefici negativo per l’ente ed un «effetto reale» pressoché inesistente per i cittadini. L’assessore ha anche citato le decisioni dell’ex amministrazione del sindaco Tonia Piccioni, di cui la Foracappa era assessore, che prima aderì alla prima forma di “rottamazione”, salvo poi invertire la rotta e rinunciare alla “rottamazione bis”. Secondo Pulcini, infatti, nel primo caso le richieste di adesione furono solo 7 e per la maggior parte non ebbero buon esito, con le relative cartelle che tornarono alla fine nella normale procedura di recupero coattivo. L’assessore ha anche ribadito la decisione di non aumentare le aliquote sui tributi comunali, nonostante la legge finanziaria nazionale quest’anno lo consentisse, ma anche di aver stralciato le cartelle creditorie fino a mille euro per il decennio 2000-2010 rientranti nel circuito dell’Agenzia delle Entrate. Nella stessa riunione del consiglio comunale è stato affrontato anche il tema delle esternalizzazioni dei servizi di riscossione dei tributi comunali, altrettanto divisivo tra maggioranza e opposizione. La carenza di personale comunale, del resto, è una delle grandi criticità che da tempo affliggono il municipio di Alba Adriatica, con le amministrazioni che nel frattempo devono anche fare i conti con i sempre maggiori vincoli di bilancio e i sempre minori trasferimenti da parte dello Stato. Questo produce anche la necessità da parte del Comune albense di cercare risorse per realizzare le opere pubbliche. Non è un caso che nel bilancio 2019 è stata introdotta la tassa di soggiorno per finanziare, oltre alla promozione turistica, anche la manutenzione di alcuni angoli del lungomare, e si è avviato il percorso dell’alienazione degli edifici comunali non più utilizzati per trovare i fondi necessari per la corposa opera di riqualificazione della pista ciclopedonale, prevista per i prossimi anni.
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