“Alba Orientale”, assolti 25 cittadini cinesi

Chiuso il processo bis della maxi operazione che nel 2009 portò a 45 arresti per favoreggiamento
TERAMO. Si chiude con un’altra sentenza di assoluzione (in primo grado) il processo bis per la cosiddetta inchiesta “Alba Orientale”, la maxi operazione che nel 2009 portò in carcere 45 persone tra italiani e cinesi accusate, a vario titolo, di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso. Dopo che nel 2020 la Corte d’appello ha confermato l’assoluzione di primo grado per i venti imputati del primo processo, nei giorni scorsi il tribunale di Teramo (collegio presieduto da Francesco Ferretti, a latere Mariangela Mastro e Enrico Pompei) ha assolto gli altri 25 con la formula del fatto non sussiste. Si tratta di cittadini cinesi, risultati irreperibili al momento del primo procedimento e le cui posizioni vennero dunque stralciate con l’interruzione dei tempi della prescrizione.
La Procura, nel ricostruire i fatti, all’epoca aveva delineato l’esistenza diversi gruppi di interesse che avrebbero lavorato in stretta sinergia. Perché, aveva sostenuto, se da un lato c'erano i cittadini cinesi che chiedevano il ricongiungimento familiare ben sapendo di utilizzare canali illeciti, dall'altro c 'erano intermediari e datori di lavoro compiacenti, tutti loro connazionali, ed anche cittadini italiani disponibili ad affittare appartamenti che non sarebbero mai stati abitati oltre a professionisti pronti a falsificare le planimetrie e a commercialisti che avrebbero tirato le fila dell'operazione. Ma per giudici, due processi di primo grado e uno d’appello, non c’è stato nessun sistema e nessuna violazione di leggi.(d.p.)
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