Alba Orientale, chieste pene per 112 anni

10 Dicembre 2014

Il processo sui permessi facili ai cinesi: la richiesta più alta per il vigile Ritrecina, verso l’assoluzione l’ex assessore Marziale

ALBA ADRIATICA. Un sistema in cui tutti, a parte qualche eccezione, erano assolutamente consapevoli dell'illegalità nella quale si stavano muovendo. Tanto da aver messo in piedi un meccanismo consolidato volto a favorire l'ingresso illegale di cittadini cinesi sul territorio teramano, sfruttando la normativa sui ricongiungimenti familiari, e a garantirsi un lauto guadagno a costo zero. Nel giorno della requisitoria, in cui ha chiesto pene per 112 anni di carcere complessivi, il pm Andrea De Feis ha ripercorso tutte le tappe della maxi inchiesta denominata Alba Orientale, che nel 2009 aveva portato in carcere 45 persone tra cinesi ed italiani. E lo ha fatto distinguendo le varie posizioni e delineando diversi gruppi di interesse che avrebbero lavorato in stretta sinergia. Perché se da un lato c'erano i cinesi, che chiedevano il ricongiungimento familiare ben sapendo di utilizzare canali illeciti, dall'altro c'erano intermediari e datori di lavoro compiacenti, tutti loro connazionali, ed anche cittadini italiani disponibili ad affittare appartamenti che non sarebbero mai stati abitati oltre a professionisti pronti a falsificare le planimetrie e a commercialisti che avrebbero tirato le fila dell'operazione. Oltre ad un vigile urbano del Comune di Alba Adriatica, Massimo Ritrecina, che in seguito ai sopralluoghi effettuati per accertare l'effettiva dimora dei cinesi negli appartamenti indicati avrebbe certificato falsamente la loro presenza in quelle abitazioni.

Ed è proprio per Ritrecina che il pm De Feis ha chiesto la pena più alta: cinque anni di reclusione e una multa di 27mila euro. Insieme a Ritrecina, a rischiare la condanna il professionista Walter Catini, per il quale sono stati chiesti 2 anni e 9 mesi e 22mila euro di multa, i proprietari degli appartamenti affittati Anna Tortù, Splendore De Flavis, Gino Bruni, Giuliana Esposito, Ester Saraceni Gonzales, per i quali sono stati chiesti 3 anni e due mesi di reclusione e una multa di 22mila euro, Miriam Bacà e Giulia Giansalvo per le quali la pena richiesta è di 3 anni e 2 mesi di reclusione e 11mila euro di multa. Ma non solo. Perché la Procura ha chiesto la condanna anche per quasi tutti i cinesi coinvolti, con pene che vanno da 2 anni e 10 mesi a 3 mesi per i protagonisti delle richieste di ricongiungimento e due anni di reclusione per i datori di lavoro, fino ad arrivare a 3 anni e 8 mesi per gli intermediari.

Un lavoro certosino che ha visto il pm De Feis chiedere anche delle assoluzioni, come quelle per i locatari Alessandra Mancinelli, Erminio Mancinelli, Lanfranco Marziale e Pierluigi Marziale, l'ex assessore di Alba finito nell'inchiesta come privato per aver affittato un appartamento ad un cinese, per il commercialista Giuliano Boffi (marito di Giovanna Di Lorenzo, ritenuta la regista dell'operazione e che ha già patteggiato in precedenza), per Marzia Di Lorenzo, Lina Tortù e dieci cittadini cinesi.

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