“Alba orientale” si chiude: tutti assolti

18 Febbraio 2020

Per la Corte d’appello è inammissibile il ricorso dei pm contro le 51 sentenze di primo grado. Nel 2009 ci furono 45 arresti

ALBA ADRIATICA. Per i 51 imputati sono stati undici anni di vita sospesi nelle aule di giustizia. Dopo l’assoluzione di primo grado del 2015, la parola fine è arrivata qualche giorno fa quando la Corte d’appello dell’Aquila ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura contro la sentenza di assoluzione per “Alba Orientale”, la maxi operazione che nel 2009 portò in carcere 45 persone tra italiani e cinesi accusate, a vario titolo, di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Così ha deciso il collegio presieduto da Aldo Manfredi.
Peri giudici di primo grado (collegio presieduto all’epoca dall’ex presidente del tribunale teramano Giovanni Spinosa) non c’era stato nessun sistema, nessun meccanismo volto a favorire l'ingresso illegale di cittadini cinesi sul territorio teramano sfruttando la normativa sui ricongiungimenti familiari così come ipotizzato dalla Procura. Al termine del processo solo il vigile urbano Massimo Ritrecina era stato condannato a due anni e tre mesi per falso : condanna per cui il suo legale Gabriele Rapali ha fatto ricorso in appello ma il reato è prescritto.
La Procura, nel ricostruire i fatti, aveva delineato diversi gruppi di interesse che avrebbero lavorato in stretta sinergia. Perché , aveva sostenuto, se da un lato c'erano i cinesi che chiedevano il ricongiungimento familiare ben sapendo di utilizzare canali illeciti, dall'altro c 'erano intermediari e datori di lavoro compiacenti, tutti loro connazionali, ed anche cittadini italiani disponibili ad affittare appartamenti che non sarebbero mai stati abitati oltre a professionisti pronti a falsificare le planimetrie e a commercialisti che avrebbero tirato le fila dell'operazione. Secondo la Procura, dunque, ci sarebbe stato un gruppo che produceva documentazione falsa per chi non possedeva i requisiti, falsificava buste paga e planimetrie di alloggi, con l' aiuto, in quest'ultimo caso, del vigile urbano delegato agli accertamenti delle residenze. Tutto per far ottenere permessi. Accuse demolite dalla sentenza di assoluzione con le oltre cento pagine di motivazioni in cui i giudici hanno spiegato perché «il fatto non sussiste». Al termine del processo nel 2015 sono stati assolti il commercialista Giuliano Boffi, l'ex assessore di Alba Pierluigi Marziale, finito nell'inchiesta come privato per aver affittato un appartamento, Marzia Di Lorenzo, Lina Tortù, i locatari Alessandra Mancinelli, Erminio Mancinelli, Lanfranco Marziale, Anna Tortù, Splendora De Flavis, Gino Bruni, Giuliana Esposito, Ester Saraceni Gonzales, Miriam Bacà, Giulia Giansalvo e 37 cittadini cinesi. Alcuni, inizialmente, erano finiti agli arresti domiciliari. Per loro i difensori annunciano il ricorso in appello per chiedere l'ingiusta detenzione.
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