Alba perde cinque vigili urbani stagionali

2 Luglio 2015

Assunzione sospesa per un decreto del governo. Colonnelli: il Comune doveva pensarci prima

ALBA ADRIATICA. Cinque vigili urbani estivi su sette non si presentano all’appello, ma la colpa non è loro: il Comune di Alba Adriatica è stato infatti beffato da un decreto legge del Governo emanato il 19 giugno scorso. Così l’ente ha dovuto sospendere l’assunzione dei cinque agenti che sarebbero dovuti entrare in servizio il 1° luglio. Recita, infatti, il decreto legge numero 78, riferendosi agli agenti della polizia provinciale in uscita dopo l’abolizione delle Province: «Fino al completo assorbimento del personale di cui al presente articolo, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale».

Ora, a meno di sorprese, per la città potrebbe aprirsi una situazione di difficoltà, visto che d’estate aumenta sensibilmente la popolazione e conseguentemente l’impegno dei vigili urbani, soprattutto in tema di viabilità stradale. Per il consigliere di opposizione Nicolino Colonnelli «è a rischio il turno serale della polizia municipale, il che è un problema davvero grave». Aggiunge il consigliere polemizzando con l’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni: «Le sfortune, però, l’amministrazione se le va a cercare: i vigili potevano essere assunti prima e non all’ultimo giorno utile. Discorso simile, quello dei nuovi capi settore assunti dal Comune, che potrebbero vedere annullato il bando di gara perché, nonostante gli avvertimenti, nel frattempo è intervenuta una circolare ministeriale che blocca le mobilità volontarie». Colonnelli solleva anche un’altra polemica. «Un’altra questione che mostra che l’amministrazione si muove in ritardo è quella del calendario degli eventi estivi, che a luglio ancora non è stato mostrato ai turisti. Ad ogni modo, la madre di tutti i problemi è di sicuro la mancata approvazione del bilancio 2014, che ancora stiamo aspettando in consiglio comunale: lavorare senza bilancio permette di prevedere spese solo per importi limitati, così da bloccare la programmazione e provocare queste spiacevoli situazioni. Abbiamo giustificato i ritardi negli ultimi due anni per motivi esterni dovuti alla politica nazionale, ma quest’anno non c’è una ragione per cui non si è deciso di agire per tempo, magari verso febbraio, invece di aspettare il limite ultimo di luglio. Un’incapacità di governare che produce danni da ogni parte».

Luca Tomassoni

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