Alba ricorda Pantone e Fadani C’è l’impegno del Comune

Al giovane ricercatore sarà intitolata la biblioteca in seguito alla petizione con migliaia di firme All’uomo ucciso nel 2003 da un rom sarà dedicato l’anfiteatro dopo il “no” della precedente giunta
ALBA ADRIATICA. Il Comune di Alba Adriatica risponde alle petizioni firmate da migliaia di albensi per ricordare due giovani scomparsi: la biblioteca sarà dedicata all’intellettuale Domenico Pantone, morto l’anno scorso, mentre l’anfitetaro porterà il nome di Emanuele Fadani, assassinato a pugni da un gruppo di rom. A dicembre si valuterà il modo per ricordare anche Emidio Medori, vigile urbano e uomo di sport, scomparso dieci anni fa. A darne notizia, è stata l’amministrazione comunale nell’ultima riunione del consiglio comunale. L’impegno preso (che avrebbe il favore dell’opposizione), è quello che la giunta comunale guidata dal sindaco Tonia Piccioni firmi a breve l’atto di indirizzo politico con lo scopo di avviare l’iter burocratico, che dovrà passare per la prefettura per le autorizzazioni e poi, probabilmente, anche per il consiglio comunale stesso per l’approvazione definitiva. La biblioteca sembra il luogo opportuno per ricordare Pantone, il 31enne scomparso nel maggio scorso dopo anni dedicati agli studi e alle ricerche accademiche di alto livello, con pubblicazioni e collaborazioni con il celebre Bollettino Dantesco. Oltre tremila persone hanno firmato la petizione avviata dagli amici e dal padre Pietro, con cui si chiedeva di dedicare un attività culturale comunale al giovane, con lo scopo di lanciare ai ragazzi albensi un messaggio chiaro: chi si impegna con lo studio e la ricerca per migliorare la società, ottiene un riconoscimento dalla comunità. Completamente diversa la storia di Fadani: barbaramente ucciso nel novembre 2009 a 38 anni in uno scontro fisico, in giorni difficilissimi per la tenuta sociale ed i rapporti tra la comunità rom ed il resto della cittadinanza, con manifestazioni cariche di tensione che seguirono il fatto di cronaca. Per anni, dopo la sua morte, amici e familiari di Fadani con l’associazione “Per non dimenticare” hanno tentato di ottenere l’intitolazione dell’anfiteatro davanti alla caserma dei carabinieri di via Duca d’Aosta in sua memoria, forti di centinaia di firme a sostegno della loro battaglia. Lo scopo è quello di stimolare il rispetto della legalità e lanciare un monito affinché mai più si ripetesse un fatto di violenza come quello a lui fatale. La proposta, però, fu bocciata dall’amministrazione del sindaco Franchino Giovannelli, che aveva previsto un’altra destinazione per l’area verde e l’anfiteatro e che aveva chiesto alla città di lasciarsi alle spalle quei giorni di forte tensione. Non mancarono dibattiti accesi in consiglio comunale sull’argomento. Ora, però, il desiderio sarebbe pronto ad essere esaudito. Una volta avviata la procedura per le intitolazioni ai due giovani albensi, l’amministrazione ha promesso poi l’impegno per un ricordo dedicato a Medori.
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