Alba, scattano tre arresti per la piantagione di droga

26 Marzo 2021

I carabinieri sequestrano in un casolare ascolano 1.500 vasi con la marijuana La sostanza destinata a invadere il mercato abruzzese e marchigiano

ALBA ADRIATICA. Smantellato un sodalizio criminale dedito alla produzione e detenzione di marijuana. L’indagine della procura di Ascoli Piceno, congiunge Alba Adriatica con il capoluogo marchigiano portando a due arresti domiciliari, che vanno ad aggiungersi a un primo arresto del filone d’inchiesta avvenuto a inizio ottobre 2020.
Nella rete dei carabinieri del comando provinciale piceno, dietro ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del tribunale del capoluogo marchigiano, su richiesta della procura sono finiti un ascolano di 54 anni, imprenditore, e un albanese, operaio edile, residente ad Alba Adriatica di 34 anni, entrambi già conosciuti alle forze dell’ordine, e un terzo indagato, arrestato il 9 ottobre 2020 a inizio indagine.
I militari del nucleo investigativo e della compagnia di Ascoli Piceno hanno accertato l’esistenza di una organizzazione accusata del reato, in concorso, di produzione e detenzione di marijuana. A ottobre scorso, infatti, i carabinieri piceni fecero irruzione in un casolare della periferia ascolana, sorprendendo un trentenne di origini albanesi, in Italia senza fissa dimora, intento a prendersi cura di una piantagione al chiuso di marijuana. Nel casolare furono rinvenute cinque stanze a piano terra completamente adibite a serra, con 1.500 vasi e un impianto molto sofisticato di illuminazione e irrigazione da un pozzo attiguo all’abitazione, con tanto di riscaldamento a parete, rilevatori di temperatura e umidità. Il trentenne fu arrestato.
L’indagine, sviluppata successivamente, ha consentito di raccogliere inconfutabili elementi di prova in ordine al concorso dell’italiano e del 34enne albanese nell’allestimento della serra. Il cui ricavato prodotto dalla coltivazione, trasformazione e cessione della marijuana essiccata avrebbe fruttato decine di migliaia di euro, invadendo il mercato dello spaccio nei mesi a venire in tutto il territorio tra Marche e Abruzzo. All’operazione, coordinata dalla procura ascolana, hanno collaborato i carabinieri della compagnia di Alba Adriatica e le unità cinofile dell’Arma di Pesaro e Chieti, con esecuzione di perquisizioni delegate presso le abitazioni e le pertinenze dei due arrestati tra le due città, in cui è stato ritrovato materiale idoneo al confezionamento dello stupefacente.
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