Alba, suicida imprenditore terremotato

3 Maggio 2018

Aveva 55 anni, era del Maceratese e attendeva che i suoi bed and breakfast inagibili venissero ricostruiti altrove

ALBA ADRIATICA. È difficile dire se ci sia stato il terremoto, o meglio la lentezza della ricostruzione, alla base del gesto di Massimo Dell’Orso, 55 anni, l’imprenditore di Castelsantangelo sul Nera (Macerata) che intorno alle 4 della notte di martedì 1° maggio si è ucciso ad Alba Adriatica, dov’era sfollato dal novembre del 2016, gettandosi dal terzo piano della palazzina dov’era alloggiato insieme alla moglie. Sta di fatto, però, che le reazioni alla tragedia sono state fatalmente amplificate dal suo status di terremotato che a un anno e mezzo dal sisma, che gli aveva reso inagibili sia la casa che le attività (era titolare di tre bed & breakfast), non vedeva alcuna prospettiva a breve termine di ritorno alla vita e alle attività precedenti.
I funerali si svolgeranno oggi alle 15 a Castelsantangelo sul Nera, il cui sindaco Mauro Falcucci rivela che Dell’Orso aveva rinunciato alla casetta e al Cas in attesa di delocalizzare la sua attività, non potendo trasferire i B&B in una Sae. «Si sperava che i bed & breakfast potessero essere realizzati nel giro di poco tempo», riferisce Falcucci, «ma i tempi sono molto lunghi. Siamo sotto choc, nessuno poteva aspettarsi una cosa del genere. È l'ennesimo dramma nel dramma».
Sulla vicenda si registrano due prese di posizione di altrettanti esponenti di Forza Italia. Il senatore Andrea Cangini, eletto nelle Marche, dice di Dell’Orso: «Il terremoto che ha spezzato le Marche gli ha distrutto casa e attività economiche, lentezze e burocrazia hanno fatto il resto. Attendeva il via libera alla delocalizzazione delle proprie attività, un'attesa ingiustificata e insostenibile. Governo e Regione Marche mettano mano alle regole, si sveglino dal torpore e affrontino con decisione l'emergenza». E Mariastella Gelmini, capogruppo di Fi alla Camera, gli fa eco così su Facebook: «Il governo e la sinistra hanno abbandonato i terremotati, non pensando a quanto possa incidere il dramma del sisma e l'assenza di prospettive nell'animo di queste persone. Una gestione post terremoto annunciata e mai realizzata, alle prese con una burocrazia che imbriglia chi sceglie di ricominciare. Quello del signor Massimo è un gesto tragico, disperato. Lo Stato non può restare a guardare».
E ancora: «La tragedia di Alba Adriatica ci ha lasciati profondamente scossi, lasciandoci grande sgomento e sconforto. Questa è una sconfitta per tutti che deve farci riflettere: tutti ne portiamo il peso». Così, in una nota congiunta, i deputati e i senatori marchigiani del Movimento 5 Stelle.(red.te)
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