Alba, Tonia Piccioni sacrificata per ricompattare il centrodestra

Si riapre la trattativa tra Forza Italia e il fronte del no al bis del sindaco uscente Ago della bilancia gli organizzatori del City Forum: Giovannelli, Latini, Di Pietro e Salvi
ALBA ADRIATICA. Si sblocca lo stallo nel centrodestra di Alba Adriatica: l’area lavora per ricompattarsi sacrificando il sindaco Tonia Piccioni, ma è corsa contro il tempo. Nelle ultime ore, infatti, dopo i diversi ultimatum caduti nel vuoto, avrebbero voltato le spalle al sindaco uscente anche Forza Italia e un gruppo di civici che finora le avevano garantito l’appoggio. Non è ancora ufficiale, ma diversi sono i segnali in tal senso, come le indiscrezioni che raccontano di uno strappo che avrebbe avuto il suo culmine in una riunione a toni altissimi in municipio. Dopo settimane di forti tensioni, quindi, può riaprirsi la trattativa per un centrodestra unito alle elezioni comunali del 10 giugno: da una parte Forza Italia e il gruppo di civici in questione, tra cui esponenti del mondo associativo, dall’altra quello che era il fronte del “no” al bis della Piccioni, con il gruppo di Paolo Cichetti, Fratelli d’Italia e Lega.
Ago della bilancia sembra poter essere il gruppo di organizzatori dell’evento Alba City Forum che si è tenuto nei giorni scorsi, composto da tutte personalità di rilievo nello scenario cittadino: Giammarco Giovannelli, Pierluigi Latini, Marco Di Pietro e l’assessore uscente al bilancio Andrea Salvi. Poi c’è il candidato sindaco della lista civica CittàViva Giuliano De Berardinis, che è spettatore interessato della disputa nel centrodestra per almeno due motivi: sia perché può già godere dell’appoggio di alcuni pezzi della maggioranza uscente, sia perché avrebbe contatti in corso con diversi dei protagonisti della trattativa per il centrodestra unito.
Definitivamente fuori da grandi trattative tra liste sembrano invece gli altri candidati al ruolo di sindaco: Remo Saccomandi con Voi in Comune, Antonietta Casciotti con UniAmo Alba, Gabriele Viviani con Alba Popolare e Carlo Tarquini con il Movimento 5 Stelle.
Nel frattempo, verso la politica albense degli ultimi dieci anni è arrivata la strigliata di uno dei rappresentanti sindacali più in vista in città, Rosario Dalli Cardillo della Cisal: ""Fa male vedere Alba Adriatica abbandonata a se stessa, molto lontana dalla cittadina industrializzata ed operosa che era sempre stata in passato. Gli ultimi anni di gestione politica, piuttosto che farla virare verso la svolta decisiva promessa, l’hanno relegata sempre più ad un ruolo secondario. Tutto questo perché, chi doveva e poteva, ha preferito chiudersi nel suo palazzo tradendo la fiducia degli elettori. Penso al lavoro, per cui non è stato fatto nulla, alla sicurezza per i cittadini che viene sempre meno, alle politiche sociali tanto disattese. Auguro a chi verrà eletto di avere buona memoria».
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