Alba, troppe liti nel circolo Pd Salta il congresso del 22 ottobre

12 Ottobre 2017

Decisione della segreteria regionale del partito per il clima rovente dopo l’espulsione di Viviani Il segretario provinciale Minosse: «Giusto il rinvio, adesso è impossibile un confronto sereno»

ALBA ADRIATICA. Salta il congresso del Partito Democratico di Alba Adriatica: la segreteria regionale del Pd rinvia a data da destinarsi l’elezione del nuovo segretario e del suo direttivo. Il congresso locale doveva tenersi il 22 ottobre, insieme a quello provinciale. Sarà invece nominato un commissario, visto che il ruolo dell’assessore regionale Dino Pepe, a cui è stato affidato temporaneamente il circolo albense dopo l’espulsione dell’ex segretario Gabriele Viviani dal partito, è legato solo alla fase del tesseramento e dei congressi. Del clamoroso provvedimento della segreteria regionale in città se ne parlava da giorni, con voci anche contraddittorie che rimbalzavano da una parte all’altra dello scacchiere politico che lavora per le prossime elezioni comunali. Ieri la notizia è stata confermata dal segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse, che nei giorni scorsi si era schierato con Viviani, criticando l anomina di Pepe come commissario del circolo albense. «Il provvedimento», dice Minosse, «ci è stato comunicato telematicamente dalla segreteria regionale. La motivazione alla base della decisione è sicuramente quella dell’impossibilità di un confronto sereno in un circolo in cui si sta vivendo un clima rovente, alimentato dalla nomina di una figura tutt’altro che super partes come Pepe. Il rinvio è quindi una risposta giusta che mi trova assolutamente d’accordo. Credo, ad ogni modo, che saranno brevi i tempi di commissariamento del circolo albense: dovessi essere rieletto segretario provinciale, lavorerei sì immediatamente insieme alla segreteria regionale per la scelta di un commissario, ma convocherei il congresso albense entro fine anno». Dalle parole di Minosse appare chiaro che il rinvio è considerato una conquista per il fronte interno al partito di cui lui stesso è espressione. La segreteria regionale retta da Marco Rapino, del resto, finora aveva adottato una linea durissima sul caso albense, mostrandosi d’accordo con l’espulsione di Viviani e avallando la scelta di consegnare la guida temporanea del circolo ad un esponente in vista dell’anima interna al partito avversa a quella dell’ex segretario e dello stesso Minosse. Non a caso, nel circolo Pd albense erano tornati a tesserarsi tutti quegli esponenti cittadini in guerra aperta con Viviani dopo la sua vittoria al tesissimo congresso locale del 2014 e, ancor prima, dopo la frantumazione alle elezioni comunali del 2013. La scelta di rinviare il congresso locale, invece, appare come quel gesto distensivo da parte della segreteria regionale che era richiestissimo da esponenti di rilievo vicini a Viviani, come il capogruppo in consiglio regionale Sandro Mariani, arrivato a minacciare le proprie dimissioni sia dalla carica istituzionale che dal partito stesso dopo l’espulsione e la nomina di Pepe.
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