Alberghi, la stagione è a rischio In bilico almeno 1.500 posti

26 Maggio 2020

Molti operatori stanno valutando se riaprire, comunque nessuno lo farà prima della fine di giugno Zunica: «Nell’interno sarà più dura rispetto alla costa». Giovannelli: «Tanti perderanno il lavoro»

TERAMO. Turismo, grande malato nell’emergenza Covid. L’estate incalza e ancora non si sa quanti alberghi riapriranno. L’incertezza pesa come un macigno nella provincia più turistica d’Abruzzo. Se le previsioni dovessero avverarsi, e circa il 30-40% delle strutture ricettive dovesse rimanere chiuso, si perderebbero sui 1.500 posti di lavoro in provincia a cui si devono sommare quelli dell’indotto. Attorno agli hotel ruotano artigiani per le manutenzioni, fornitori, lavanderie, solo per citare alcuni settori. E, ovviamente, la ristorazione.
«E’ difficile fare previsioni», esordisce Daniele Zunica, presidente di Assoturismo, «ma ritengo che sulla costa riaprirà il 60-70% delle strutture. Non ci sarà il pienone, ma il mare ha un turismo familiare e fidelizzato. La clientela è per gran parte italiana. Riapriranno più per spirito di sacrificio e per andare incontro alle esigenze della clientela fidelizzata. All'interno la situazione è ancora più complicata: avendo bacino d'utenza totalmente straniero sono state annullate tutte le prenotazioni e non si prevedono arrivi. Io nel mio hotel a Civitella penso che riaprirà un piano. Dipende tutto da come si sviluppa anche l'emergenza sanitaria».
«La situazione, soprattutto in relazione ai protocolli, ci induce a valutare se affrontare o meno la stagione», commenta Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi, «vogliamo continuare a svolgere il nostro lavoro e assumere dipendenti che da anni fondano l’economia delle proprie famiglie sul lavoro estivo, ma c’è ancora molta incertezza. I primi alberghi riapriranno l’ultima settimana di giugno. E molti faranno una valutazione su luglio e agosto. Certo è che la disoccupazione nel settore sarà altissima e avrà ripercussioni nell'economia provinciale e sui consumi. E' il momento di fare squadra con gli enti locali: è l’ora di amministrare, non di fare politica. Non ci lascino da soli».
MARTINSICURO. Le strutture turistiche truentine che hanno manifestato l’intenzione di non riaprire sono l’hotel "Olimpic" e lo chalet "Baja 23". «Al momento però non ci sono comunicazioni ufficiali di rinuncia alla riapertura», è il commento di Amedeo Corsi presidente di "Martinsicuro Vacanze”, «Alcuni operatori che ancora non sciolgono i dubbi sulla riapertura».
ALBA E TORTORETO. «In quasi tutti gli alberghi si stanno svolgendo lavori propedeutici alla riapertura, ci sono segnali positivi dai turisti ma viviamo ancora nell’incertezza», spiega Andrea Montecchia, presidente del consorzio turistico vibratiano Costa dei Parchi, «all’appello mancano solo alcune grandi strutture tra Alba Adriatica e Villa Rosa». Che ad Alba questo sia per tanti albergatori il momento della scelta, lo conferma il presidente dell’associazione Albatour Ludovico Tavoni, che smentisce le voci di un 30% di strutture a rischio: «Abbiamo vissuto il dramma delle disdette, ora la situazione è migliorata. La totalità degli imprenditori che non intendeva riaprire ha cambiato idea o ha rimesso in dubbio la decisione». A Tortoreto, invece, l’apertura totale del sistema ricettivo viene annunciata da settimane. Spiega il presidente dell’associazione degli albergatori Andrea Casini: «Riapriranno tutti, la maggior parte tra il 20 e il 27 giugno. E’ stata una decisione travagliata, ma alla fine abbiamo optato per una scelta anche etica, oltre che commerciale».
GIULIANOVA. Gli albergatori giuliesi hanno deciso tutti assieme di riaprire, sebbene le prenotazioni siano poche. C’è stato un incontro con l’assessore al turismo e rappresentante locale di Federalberghi Marco Di Carlo: «Siamo tutti d’accordo nel riprendere l’attività il prossimo mese. Ci sarà chi riaprirà prima e chi lo farà poco dopo».
ROSETO. Riapertura subito o tra pochi giorni, con molti dubbi e incertezze, sperando in luglio e agosto. E’ il pensiero degli albergatori rosetani. «Molti hanno ancora paura e difficilmente si sposteranno per le vacanze», dice Adriano De Sanctis, presidente dell’associazione Ara, «noi stiamo sanificando tutto e tra poco riapriremo, ma puntiamo su luglio e agosto, e siamo consapevoli che lavoreremo al 30%, se va bene, rispetto al passato». Sulla stessa linea Giuseppe Olivieri, presidente di Roseto Incoming-operatori turistici: «Apriremo ma con mille dubbi: io lo scorso anno, ad esempio, avevo 40 dipendenti, quest’anno posso prenderne solo 10».
PINETO. A Pineto l’incertezza regna sovrana. Il presidente dell’associazione albergatori Pio Pavone disegna un quadro di attesa: «Molti alberghi sono a conduzione familiare e trovano difficoltà ad adeguarsi ai protocolli di sicurezza, saranno determinanti i 20 giorni a venire. Al momento le prenotazioni sono a zero, penso comunque che tornerà la voglia di uscire». Roberto Leonzio titolare dell’Hotel Ambasciatori deve fare i conti anche con la spiaggia erosa che gli permetterà di mettere solo una fila di ombrelloni.
SILVI. A Silvi c’è più ottimismo. Roberto Mion portavoce degli albergatori dice: «Tutti i grandi alberghi riapriranno e i piccoli, come i b&b e agriturismi hanno già aperto i battenti. Oltre mille camere delle duemila sul territorio, saranno a disposizione della clientela».
(hanno collaborato
SandroDi Stanislao, Luca Tomassoni, Alfonso Aloisi, Luca Venanzi e Domenico Forcella)
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