Alberi da tagliare sul lungomare: ispezione della Soprintendenza

Alba Adriatica, l’ente vuole vederci chiaro sugli abbattimenti previsti sia di pini sia di altre specie Altolà al Comune: «Il verde esistente va conservato evitando la sostituzione di elementi sani»
ALBA ADRIATICA. La Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Teramo e L’Aquila sarà ad Alba Adriatica, giovedì prossimo alle 14.30, per ispezionare il cantiere del nuovo lungomare dopo la richiesta di intervento a tutela del patrimonio arboreo arrivata da più parti, a partire dal gruppo di opposizione in consiglio di Siamo Alba. I funzionari voglio valutare l’opera in corsa e la corrispondenza a quanto venne comunicato progettualmente nel 2022.
La stessa Soprintendenza ha chiesto all’amministrazione comunale di trasmettere «il progetto esecutivo degli interventi previsti nelle pinete monumentali e negli spazi fra essi compresi, le piazze Quasimodo e Montale», è scritto nella missiva. Ma, soprattutto, c’è un chiaro altolà dell’ente: «Gli abbattimenti, con le relative misure compensative, dovranno essere riferiti in via esclusiva alle sole specie devitalizzate o con presenza di evidenti criticità bio-statiche. Gli abbattimenti di 205 pini introducono infatti una consistente riduzione del patrimonio arboreo delle pinete sul lato est, e per tutta la loro lunghezza, che evidentemente contrasta con le esigenze della loro tutela. Pur condividendo gli obiettivi di riqualificazione del sistema della viabilità e degli spazi aggregativi del lungomare, le pinete monumentali devono essere conservate nella loro integrità e nell’attuale area di sedime occupata dalle alberature storiche». La Soprintendenza non si riferisce solo alle pinete: vuole vedere le schede tecniche dei materiali usati per la ricostruzione del lungomare affermando che «le specie arboree esistenti sul lungomare, come per le pinete, dovranno essere conservate, evitando la sostituzione di elementi sani».
«Sindaco, le cose non tornano», tuona il gruppo consiliare Siamo Alba da mesi in guerra con l’amministrazione comunale guidata da Antonietta Casciotti a difesa dei pioppi della riviera, secondo l’opposizione da preservare e non abbattere. «Fino ad oggi», continua Siamo Alba, «quindi sono stati abbattuti 56 esemplari di pioppi senza aver tenuto conto né della sensibilità espressa dalla cittadinanza, né del parere prescrittivo della Soprintendenza né tantomeno del regolamento comunale sulla gestione e tutela del verde pubblico, che stabilisce il reintegro delle stesse specie arboree». Siamo Alba ritiene insufficienti e dubbi gli studi che hanno portato alla totale eliminazione dei pioppi. «Sarà forse il caso di acquisire un parere terzo che sgombri qualsiasi incertezza e sospetto? È stato rispettato il parere della Soprintendenza che prescriveva di sostituire solo elementi sani sostituendoli con elementi della stessa specie? Il progetto sul quale la Soprintendenza ha espresso il proprio parere è quello definitivo oppure quello esecutivo ora in fase di realizzazione?».
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