Alberi divelti e tetti scoperchiati: decine di interventi dei pompieri

È Silvi la cittadina più colpita, con danni anche a una scuola primaria e alla facciata di un albergo Scordella chiede lo stato di calamità. A Montepagano e Bisenti incendi alimentati dalle forti raffiche
TERAMO. Alberi sradicati e finiti sulle strade, insegne pubblicitarie divelte, tetti scoperchiati e incendi: è un bilancio pesante che solo per una serie di fortunate coincidenze non fa registrare vittime quello messo insieme dai vigili del fuoco dopo una notte e una giornata segnata da interventi continui. Le forti raffiche di vento che nelle ultime 24 ore si sono abbattute anche sul territorio teramano hanno colpito sia la costa sia le zone interne. I pompieri, impegnati soprattutto nella rimozione di alberi caduti o pericolanti, sono dovuti intervenire anche per spegnere incendi di sterpaglie a Varano di Teramo, Bisenti dove le fiamme hanno raggiunto un capannone con alcuni attrezzi agricoli andati a fuoco e a Montepagano dove le fiamme hanno interessato un’area di 7 ettari di sterpaglie e dei capannoni con macchine agricole. Le operazioni di spegnimento sono state rese più complicate dall'azione del forte vento che ha favorito la propagazione delle fiamme. Ad Arsita il vento ha scoperchiato il tetto di una casa e acausa delle raffiche i vigili non sono riusciti a posizionare il telo di copertura. A Montorio disagi per le frequenti interruzioni dell’energia elettrica. I comuni in cui si sono verificati i maggiori danni sono Silvi, Pineto ed Atri.
Silvi la più colpita dal maltempo. Tantissimi gli alberi finiti a terra con alcuni tratti di via Roma che sono rimasti interdetti al traffico così come avvenuto in via Santa Lucia. Il vento, inoltre, ha provocato anche la caduta di alcune lastre di rivestimento della facciata di un hotel, in particolare nella parte in cui si trova un ascensore panoramico. A Silvi Paese danni all’edificio della scuola primaria chiusa dal Comune con i bambini portati in un’altra struttura. I pompieri per potenziare il dispositivo di soccorso hanno richiamato in servizio anche del personale libero e si sono avvalsi del supporto di squadre di protezione civile ed aziende messe a disposizione dai comuni interessati e dalla Provincia di Teramo. Impegnati anche molti volontari della Protezione civile. Il primo cittadino di Silvi Andrea Scordella ha chiesto lo stato di calamità naturale. «Quattro squadre di operai, coordinate dal Servizio Manutentivo, una comunale e le altre tre di ditte private, attrezzate con mezzi stanno provvedendo con grande spirito di sacrificio a liberare strade e piazze da alberi, rami abbattuti e dall’enorme accumulo di aghi di pino», scrive il sindaco, «fortunatamente non si registrano danni alle persone. Ingenti, però, sono quelli causati a scuole, ad edifici pubblici e privati con tetti scoperchiati sulla collina, insegne distrutte, illuminazione dello stadio danneggiato e mura di case colpite da pini secolari».(d.p.)
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