Alberi e potature, no ambientalista
La denuncia: tagli inutili come quello dei 6 pini per la pista ciclabile
GIULIANOVA. Le associazioni ambientaliste tornano all’attacco per le potature e l’abbattimento dei pini sul lungomare Spalato, ribadendo che si dovevano trovare materiali ecosostenibili per la costruzione della pista ciclabile, evitando la soppressione delle piante. «Possiamo comprendere il nervosismo del sindaco Francesco Mastromauro», sostengono in una nota Wwf, Legambiente e Italia nostra Abruzzo e Fiab Marche e Abruzzo, «che in queste settimane ha visto la sua città al centro della cronaca locale e nazionale per numerosi problemi ambientali. Sui tagli alla piante di viale dello Splendore nessuno ha contestato che si potassero gli alberi, ma il modo e il periodo in cui questo è stato fatto: quella condotta a Giulianova non è stata una potatura, ma un taglio indiscriminato che nulla ha a che vedere con la corretta gestione di un patrimonio arboreo».
Per i pini sulla pista ciclabile, le associazioni ribadiscono che si sarebbe dovuto evitare il cemento, materiale che soffoca le radici le quali, di conseguenza, tendono a salire in superficie (creando pericolosi avvallamenti nell’asfalto) per cercare aria. «La decisione di procedere al taglio di 6 pini», aveva replicato Mastromauro, «non si deve certo a una ferocia dell’amministrazione, ma è stata presa sulla scorta di una perizia eseguita da agronomi professionisti».
Le associazioni, dal canto loro, continuano dicendo che non avevano sollevato nessuna obiezione quando si è trattato di rimuovere i pini da via Treviso, trattandosi di una strada carrabile che richiede un fondo incompatibile con le radici dei pini. «I cittadini», concludono le sigle ambientaliste, «vedono spendere i loro soldi per abbattere piante sane, ma il recente passato non fa ben sperare nella loro sostituzione: alberi tagliati e mai ripiantati in piazza Buozzi e Fosse Ardeatine e alberelli piantati in spazi ristretti e morti dopo qualche mese». (m.t.)
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