All’Angelus insieme al Pontefice

La famiglia dell’imprenditore Di Stefano invitata più volte dal Papa: «Quest’amicizia è un miracolo»
BASCIANO. In un’assolata mattina dello scorso dicembre Massimiliano Di Stefano stava tagliando una siepe nel suo giardino quando gli squilla il telefono. Guarda la scritta sul display “numero privato” e risponde distrattamente. «Pronto, sono Papa Francesco”, dice una voce inconfondibile.
Inizia così il percorso che porta l’imprenditore di Basciano, a instaurare un’amicizia con il pontefice che l’ha ospitato spesso nel suo appartamentino a Santa Marta. Un percorso che ha portato domenica scorsa la famiglia Di Stefano nell’appartamento pontificio del palazzo apostolico dove hanno abitato tutti i predecessori di Francesco e da dove ogni domenica alle 12 il Papa recita l’Angelus. La famiglia di Basciano – l’imprenditore con la moglie Giovanna Matani e i tre giovani figli Iris, Benedetto Francesco ed Ariel – ha vissuto un’emozione veramente riservata a pochi. «E’ stata un’emozione incredibile vederlo recitare l'Angelus», racconta il titolare della “Di Stefano Holding”, «in un angolino della stanza c’è una madonnina di legno davanti alla quale si è raccolto in preghiera. Poi ha aspettato l’ok ad affacciarsi alla finestra e quando gliel’hanno dato ha rivolto un sorriso alla madonnina e si è aperta la finestra. Mi ha sorpreso il boato della gente in piazza che accoglieva il Papa».
L’invito a vivere aspetti molto privati della vita del pontefice rappresenta l’acme di quello che può definirsi un rapporto di amicizia. Di Stefano, che è titolare di due aziende, una a Basciano e una in Romania, specializzate nel sollevamento e trasporti in edilizia con circa 120 dipendenti, non ne parla. Ma da tempo, in silenzio, aiuta chi è in difficoltà. Prima e dopo l’era Covid non si è tirato indietro se c’era da dare un sostegno a una famiglia o a un’istituzione che opera nel sociale. «Faccio quello che fanno tanti», Di Stefano liquida con due parole l’argomento.
Ma proprio da un gesto di solidarietà è scaturita la telefonata di Papa Francesco. «Quando mi ha chiamato ero molto emozionato e agitato, tanto che gli ho dato del tu e non me ne sono reso conto», racconta Di Stefano, «quando poi mi ha ricevuto a Santa Marta mi sono reso conto che continuano a dagli del tu e mi sono scusato tanto. Ma lui mi ha risposto che non c’è problema, che sono spontaneo e sincero». E così più volte Di Stefano con la sua famiglia sono andati in Vaticano. In uno degli incontri gli ha portato anche una “mattonella” di gelato di Magrini. «Il segretario mi aveva detto che il gelato gli piace tanto, ma in Vaticano non ci sono gelaterie», racconta l’imprenditore, «ce lo siamo mangiati tutti insieme a merenda. E gli è piaciuto molto, tanto che si è voluto complimentare con chi l’ha prodotto». Di Stefano è riservato e non racconta in intervista che tempo fa è stato insignito anche del titolo di cavaliere commendatore del pontificio ordine equestre di San Gregorio Magno.
L’importante, per Di Stefano, è il rapporto instaurato con papa Francesco. «Lui è una persona straordinaria, una persona unica. Quando esco dagli incontri con lui mi sento “ripulito”. Ha un carisma eccezionale», commenta, «è un miracolo averlo incontrato diverse volte. Ed è anche molto concreto: aiuta tantissime persone».
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