All’esame con il viso di Silvia sulla maglietta

L’hanno indossata gli studenti del Moretti di Roseto per ricordare la compagna morta a Natale
ROSETO. Il suo più grande desidero era di poter sostenere gli esami di maturità, ma non ne ha avuto il tempo. È la triste storia di Silvia Scarpone, la ragazza di 19 anni, originaria di Casoli di Atri, scomparsa l’antivigilia di Natale 2015 dopo aver lottato a lungo contro un male che l’aveva aggredita quando era ancora adolescente. Ma papà Piero ha voluto che in qualche modo sua figlia fosse presente durante l’esame, così ha portato delle magliette con l’immagine sorridente di Silvia, che i compagni di classe – la 5ª Br agionieri, amministrativi e programmatori dell’istituto Moretti di Roseto – hanno indossato ieri durante la seconda prova scritta. «Silvia era molto brava» dice uno dei suoi insegnanti, «e avrebbe voluto coronare i suoi studi con un bel voto agli esami di stato, risultato che avrebbe certo ottenuto». Lo studio ha rappresentato per la giovane un motivo per restare aggrappata alla vita, tanto che ha continuato a impegnarsi fino all’ultimo nella sua abitazione in frazione Falsacappa, poco distante da Atri, la stessa dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza insieme al padre, la mamma Lina e il fratello Andrea. In quella stessa casa la ragazza ha combattuto per anni contro la malattia, alternando periodi di cura a Milano, sempre sostenuta dai suoi cari che le hanno trasmesso la forza di lottare insieme al loro immenso amore. L’intera scuola frequentata da Silvia ha poi voluto dedicarle un minuto di silenzio, come per regalarle quel tempo che le è mancato in vita e sentirla vicina ancora una volta. Ma di certo non l’ultima, almeno non per chi ha amato davvero Silvia. «L’amore guardò il tempo e rise», si legge in un messaggio sul web a lei dedicato «perché sapeva di non averne bisogno». (f.ce.)
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