Allacci elettrici con i dati rubati: si ritrova 98 bollette da pagare

17 Dicembre 2022

Avvocato denuncia il raggiro per utenze aperte a nome di una sua associazione chiusa dal 2016 Il tribunale gli ha inviato un decreto ingiuntivo per 13mila euro di consumi in indirizzi anche di Bari 

PINETO . Le bollette dell’elettricità sono intestate alla sua associazione, ma lui non ha mai attivato quelle utenze. È incappato in una truffa sull’energia conseguente a un furto d’identità l’avvocato pinetese Luca Di Pietrantonio. Da rappresentante legale dell’associazione Beach Paradise, non più operativa da sei anni, si è trovato destinatario di 98 bollette non pagate per circa 13mila euro che gli sono stati richiesti dall’Enel tramite decreto ingiuntivo.
Di Pietrantonio ha scoperto il raggiro in cui è stato coinvolto quando, qualche giorno fa, ha ricevuto l’atto del tribunale di Teramo che gli intima il pagamento. L’avvocato si è accorto così che con il numero di partita Iva dell’associazione di cui era rappresentante sono state aperte, a sua insaputa, un centinaio di utenze. Dalle bollette risulta che gli allacci sono stati fatti per la maggior parte a Bari, dove ce ne sono 95 intestati in modo fraudolento alla Beach Paradise, ma anche nella zona di Pineto, a cui fanno riferimento in particolare fatture per due indirizzi. Oggi, dunque, Di Pietrantonio andrà dai carabinieri per presentare denuncia. L’avvocato nel testo in cui illustra la truffa di cui è stato vittima ricorda che l’associazione a cui fanno capo le bollette è stata attiva dal 2001 al 2016. «Al momento della cessazione della partita Iva nessuna pendenza vi era con il servizio elettrico nazionale», specifica Di Pietrantonio, «l’associazione non ha mai intrapreso rapporti, richiesto allacci, sottoscritto contratti per la fornitura di energia elettrica, gas e quant'altro nella città di Bari, né nel periodo di riferimento delle fatture di cui al decreto ingiuntivo, tra il 2019 e il 2020, né in altri periodi». Nessuna relazione inoltre ci sarebbe, tiene a precisare ancora l’avvocato, tra la Beach Paradise o suoi rappresentanti e gli indirizzi cui fanno riferimento gli allacci dell’Enel a Bari e Pineto. Secondo Di Pietrantonio, dunque, «è evidente che l'intera vicenda sia il frutto dell’illecito, illegittimo e indebito utilizzo da parte di ignoti del nome e degli estremi fiscali dell’associazione Beach Paradise, nonché dell'identità del sottoscritto, cui si vorrebbero attribuire costi, contratti, utenze e attività mai poste in essere né in proprio, men che meno, in nome e per conto dell'associazione». L’avvocato chiede, dunque, di fare chiarezza sulla situazione anche perché ritiene che non sia limitata al solo suo caso ma potrebbe avere una portata molto più ampia.
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