Allarme acqua, la condotta cede ancora

Iniziati nella notte i lavori per sistemare tre fratture nella vecchia tubatura: oggi molte zone potrebbero restare a secco
TERAMO. Ieri a Pastino di Tossicia – che è stato nuovamente evacuato: i nove abitanti sono stati spostati in un albergo di Ornano – l’ormai famosa condotta principale del Ruzzo, posata negli anni Trenta, si è rotta di nuovo in tre punti. I guasti sono stati segnalati in mattinata e nella tara serata, poco dopo le 22, è stata presa la decisione di interrompere il flusso dell’acqua per consentire i lavori di riparazione. Per questo motivo l’acqua potrebbe mancare oggi in numerosi Comuni della Provincia: Teramo, Ancarano, Bellante, Campli, Civitella, Castellalto, Cellino, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova (solo Colleranesco), Morro d’Oro, Mosciano, Nereto, Notaresco, Torano, Tortoreto Alto, Sant’Egidio e Sant’Omero. «Stiamo aspettando che si svuoti la condotta», ha detto ieri sera, intorno alle 23, il presidente dell’acquedotto del Ruzzo Antonio Forlini, «e verso l’una potremo cominciare i lavori. Se riusciremo a terminarli nella prima mattinata non ci dovrebbero essere grossi disagi perché i serbatoi sono pieni, ma se i lavori dovessero protarsi a lungo, e in questo momento non possiamo prevederlo, allora l’acqua verrà a mancare in molte zone».
VISITA DI D’ALFONSO. Ieri pomeriggio il governatore Luciano D’Alfonso ha visitato i territori di Campli e Civitella, che hanno subito parecchie frane. «In nostro territorio», ha dichiarato D’Alfonso, «accusa 12 anni di mancata manutenzione e interventi in spregio della natura, che si vendica». D’Alfonso, oltre ai fondi già stanziati, annuncia un ulteriore stanziamenti di 51 milioni, a cui se ne aggiungeranno 26 in arrivo dall’Europa. In definitiva, conclude il governatore «il territorio avrà 200 milioni di cure». Ieri era previsto anche un passaggio di D’Alfonso a Cellino, che è stato rimandato anche perchè per arrivare in molte zone è necessario l’elicottero e ieri il governatore era in auto. «Ci sono tratti di strada che sono proprio scomparsi», precisa infatti il sindaco Giuseppe Del Papa, «su 150 chilometri di strade, cento sono interessati da frane e smottamenti».
FRANE A TERAMO. Non si fermano le frane sul territorio comunale. Ieri mattina i vigili del fuoco sono intervenuti in contrada Secciola, lungo il crinale che da Poggio Cono degrada verso il Tordino, per un vasto smottamento che minacciava due abitazioni affiancate. Sul posto è arrivato anche il sindaco Maurizio Brucchi. «Abbiamo constatato un ampio movimento franoso a valle della casa», racconta, «che era stata lesionata in più punti». In particolare si è aperta una fessura vistosta lungo il muro a contatto tra i due corpi abitativi in cui è diviso l'immobile. Necessario lo sgombero dell'abitazione disposto dal sindaco con un'ordinanza. A dover lasciare l'immobile una coppia di anziani e una famiglia composta da padre, madre e un bimbo che si sarebbero trasferiti da parenti. «Se non trovassero una sistemazione», precisa Brucchi, «interverrà il Comune con un alloggio temporaneo».
Ieri mattina un altro cedimento stradale importante è stato segnalato dai residenti di Pantaneto. Appena superata Colle Marino c’è una strada che è sprofondata, ma ora il rischio è per le abitazioni sovrastranti. La strada di Colle Marino interrotta è quella che ricongiunge a Ponte Vezzola. Adesso invece per andare verso Teramo circa una decina di famiglie sono costrette a percorrere il tratto più lungo a ritroso che da Castagneto arriva fino alla sede della Baltour. Giovanni Di Giuseppe, uno dei residenti, dichiara: «Qui non si vede nessun assessore. Brucchi venne cinque anni fa e fece solo promesse, qui sta crollando tutto e non sappiamo a chi rivolgerci. E’ la seconda volta che cede la strada, ma il problema non si risolve gettando qualche manciata di breccia». L'amministrazione su tutto il territorio ha disposto interventi di somma urgenza ma mancano le coperture economiche.
Il maltempo dei giorni scorsi ha compromesso anche la situazione del parco fluviale dove sono cadute decine di alberi. Fortunatmente non mancano le iniziative di cittadini sensibili. E’ il caso di un gruppo Facebook nato su impulso di Danilo Berardocco: ieri mattina al parco fluviale un piccolo gruppo di volontari, tra i quali anche il consigliere comunale Pasquale Tiberii, erano sul lungofiume Cona dove hanno provveduto a liberare un tratto di corridoio pedonale.
CADUTA A PIAZZA SANT’ANNA. Ieri una donna di 70 anni è inciampata e caduta, finendo in ospedale con ferite al volto, in piazza Sant’Anna all’imbocco di via Torre Bruciata. La caduta è stata causata dal dissesto della pavimentazione, che si è deformata e spaccata dopo la recente ondata di maltempo. Il Comune ha prima chiuso la strada con nastro bianco e rosso e poi sistemato a terra una serie di cartelli di pericolo per guidare i pedoni in una sorta di gimkana.(g.d.m.; m.d.t.)
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