Allarme carcere, appello bis a Nordio

10 Ottobre 2023

Il sindaco D’Alberto scrive una nuova lettera al ministro della Giustizia: «Sempre più difficile garantire la sicurezza»

TERAMO. «Onorevole ministro, facendo seguito alla mia missiva dello scorso febbraio, sono di nuovo costretto a scriverle per chiederle un suo immediato intervento in merito alle profonde criticità del penitenziario di Teramo. Ad oggi, infatti, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte dei sindacati di categoria, delle istituzioni locali della nostra città, le istituzioni competenti continuano a restare sorde al grido di dolore che arriva dal nostro penitenziario che, da troppi anni, vive una situazione insostenibile»: si apre così la lettera che il sindaco Gianguido D'Alberto ha inviato al ministro della Giustizia Carlo Nordio volta a chiedere, di nuovo, attenzione e interventi per Castrogno.
Già a febbraio D'Alberto aveva scritto al Guardasigilli lamentando le carenze di personale, il sovraffollamento, la complessità della gestione di una struttura dove «è sempre più difficile garantire i livelli minimi di sicurezza così come l’assolvimento dei doveri istituzionali. Di fatto quella che giornalmente si vive al carcere di Castrogno è una costante violazione dei diritti, sia dei detenuti che del personale di polizia penitenziaria. E questo nonostante l'abnegazione degli agenti, che tra mille difficoltà cercano di arginare una situazione diventata ormai esplosiva», scrive il sindaco che fa riferimento ai dati forniti dai segretari dei sindacati di categoria come il Sappe, e recentemente aggiornati dalla Fp Cgil. D'Alberto ricorda che durante la visita a Castrogno di cinque mesi fa il sottosegretario Andrea Delmastro annunciò migliaia di assunzioni nelle carceri italiane, ma ad oggi non ci sono state novità per Teramo. Quindi le richieste del primo cittadino: la redistribuzione dei detenuti in altri istituti, un intervento sulla Asl e sulla Regione per il potenziamento del servizio di medicina penitenziaria e in particolare del servizio di psichiatria, il potenziamento del numero di psicologi e l’inserimento del mediatore culturale. «A fronte del continuo disinteresse che continuo a registrare nei confronti del nostro carcere, non posso che tornare a sollecitare un suo immediato intervento», scrive il sindaco che chiede al ministro «di intervenire senza più indugi per affrontare la situazione, nella consapevolezza che l’assenza di interventi risolutivi accentuerebbe lo stato, già oggi insostenibile, di tensione».
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