Allarme dei No Triv: nuovo pozzo, gli enti vadano al Tar

2 Ottobre 2022

MARTINSICURO. Il coordinamento nazionale No Triv torna a lanciare l’allarme per un nuovo pozzo in Adriatico e lancia l’appello agli enti locali affinchè ricorrano al Tar. In una nota il coordinamento...

MARTINSICURO. Il coordinamento nazionale No Triv torna a lanciare l’allarme per un nuovo pozzo in Adriatico e lancia l’appello agli enti locali affinchè ricorrano al Tar. In una nota il coordinamento annuncia: «Autorizzata la perforazione di un nuovo pozzo e prorogata la concessione Eni B.c3.as per estrarre nuovo gas fino al 2028 in Adriatico, in un'area estesa per oltre 128 kmq al largo della costa tra Martinsicuro e San Benedetto del Tronto». Nella stessa nota il coordinamento suggerisce «ai Comuni rivieraschi interessati, alla Provincia di Teramo e alle Regioni Marche e Abruzzo, la strada maestra del ricorso al Tar Lazio, per bloccare questo nuovo progetto di aggressione al clima, all'ambiente e al territorio». E ancora: «Con la pubblicazione del bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse del 31 agosto è tornato prepotentemente alla ribalta il caso della concessione Eni B.c3.As per la coltivazione di gas e gasolina, rilasciata nel luglio 1973, scaduta il 7 luglio 2018, che ha continuato a produrre oltre la scadenza. Nel 2021 ha erogato 2.345.200 mc di gas e 138.392 mc di gasolina, con il suo unico pozzo produttivo ed erogante “Emilio 008 DIR B”, a cui Eni si accinge ad aggiungere il nuovo Donata 4 DIR, entro le 12 miglia marine dalle linee di costa. Visti i tempi di crisi energetica, è bene precisare che il prezzo del gas estratto dalla B.c3.As viene fissato sulla borsa di Amsterdam e che la risorsa non è di proprietà dello Stato italiano, bensì della multinazionale Eni che può venderlo a chiunque desideri e alle sue migliori condizioni».